Marcello Viaggio – Da oggi, dopo il voto alla Camera, il governo Renzi è a tutti gli effetti in carica, ed arriva una breve dichiarazione di benvenuto dell’Ambasciatore Giulio Terzi al Ministro Federica Mogherini, con una nota sul dossier Marò.
“Vivi complimenti al nuovo Ministro – dichiara l’ex ministro degli Esteri italiano –  e in bocca al lupo per i numerosi importanti dossier prioritari per il Paese. Che sono: la tutela dei nostri connazionali all’estero, un Semestre europeo che rafforzi il ruolo dell’Italia nell’Unione Europea, la tragedia umanitaria in Siria, la protezione dei dissidenti in Iran”. E ancora, raccomanda l’Ambasciatore Terzi al neo ministro degli Esteri “la promozione del ‘brand Italia’ e la valorizzazione della straordinaria realtà degli Italiani nel mondo, l’altra Italia!”. Ma per l’ex Ministro resta “auspicabile soprattutto il cambio di passo nella gestione della vicenda dei Marò. Con un no secco alla giurisdizione indiana e alla politicizzazione del caso da parte di New Delhi e, al contrario con l’attivazione immediata dell’iter di Arbitrato internazionale”. “Siamo in ritardo di un anno!” rimarca Giulio Terzi nella nota al ministro Mogherini. Ieri sera, a proposito di questo ritardo, l’Ambasciatore non aveva risparmiato critiche all’operato del delegato del governo Letta in India, l’ex sottosegretario Staffan De Mistura, giudicato da lui non all’altezza della situazione.

Terzi accoglie i Marò all’aeroporto

Nel marzo 2013 Terzi si dimise da ministro del governo Monti, proprio in relazione al loro rinvio in India, ma assicurò ai due Fucilieri che non li avrebbe mai abbandonati al loro destino. Di fatto continua a spendersi ogni giorno per la loro liberazione.  Quanto a Federica Mogherini, per alcuni osservatori è la vera scommessa di Renzi. Lei è una sua fedelissima. Ma non è un mistero che Napolitano avrebbe preferito la conferma di Emma Bonino alla Farnesina. Proprio nella battaglia per riportare a casa i Marò, vedremo chi aveva ragione. La prossima udienza sul caso è fissata per il 7 marzo.
Marcello Viaggio – Una via di Roma da 24 ore è utilizzata come mini-hangar per aerei. Avranno avuto un permesso speciali dal sindaco Marino? C’è fortemente da dubitarne. Succede nel quartiere Gianicolense, a due passi dall’Ospedale Forlanini.
“Da oggi via Ramazzini ha un altro primato. Dopo le otto roulotte adibite a dimora dei clochard e parcheggiate sullo spartitraffico centrale della strada, è apparso un velivolo ultraleggero a due posti legato con una catena su un cartellone pubblicitario all’altezza dell’ingresso della Asl Roma D”. Lo dichiara in una nota Marco Giudici, consigliere e presidente della Commissione trasparenza del Municipio XII di Roma, che questa notte si è recato sul posto per documentare fotograficamente la condizione di via Ramazzini.
“Siamo alle comiche finali – prosegue la nota -. Il livello di abbandono è giunto all’inverosimile, mentre la gente è indignata per il degrado e l’incuria che spadroneggiano su via Ramazzini, terra di nessuno, dormitorio di clochard, ma ora anche hangar per velivoli”.  Il consigliere ci ha inviato una foto, ovviamente notturna, dell’aereo. Bianco, lungo quanto il cartellone pubblicitario, lunghezza apparente sui 7-8 metri.  “Ho avvisato la Polizia Locale e inviato un tweet al comandante della Raffaele Clemente – conclude Giudici – per sollecitare un intervento di rimozione di tutti i mezzi”. Dopo i maiali, insomma, tocca agli aerei. Che altro vedremo sulle  strade della capitale d’Italia?

Ventotene, 4 condanne per il crollo

Pubblicato: 24 febbraio 2014 in Attualità

Sono stati condannati dal Tribunale di Terracina per omicidio colposo i quattro imputati del processo per il crollo del costone sull’isola di Ventotene, in cui persero la vita durante una gita scolastica due giovani studentesse romane, Sara Panuccio e Francesca Colonnello. Tra i condannati anche il sindaco del piccolo comune di Ventotene Giuseppe Assenso. I capi d’imputazione erano duplice omicidio volontario e lesioni gravissime.  Il crollo avvenne il 20 aprile del 2010. Assenso e il tecnico comunale Pasquale Romano sono stati condannati a due anni e quattro mesi; a un anno e 10 mesi l’ex sindaco Vito Biondo e l’ingegnere responsabile del genio civile di Latina Luciano Pizzuti. Il Pm aveva chiesto l’assoluzione per l’ex sindaco Biondo. E’ stata bocciata dai giudici la tesi difensiva che “il costone sulla spiaggia di Cala Rossano non fosse indicato come un tratto pericoloso sulle carte ufficiali”.

 

La canzone più bella di febbraio 2014…

Pubblicato: 24 febbraio 2014 in Attualità
Ve ne proponiamo quattro. La prima, “Happy”, è attualmente in vetta alle classifiche mondiali…..
  

Lazio, a gennaio dati-chok per l’attesa di visite sanitarie ed esami diagnostici: quasi 1 anno per l’eco-doppler, fino a 9 mesi per il cardiologo.  “Per certe prestazioni sono addirittura bloccate le prenotazioni” denuncia  Assotutela. Gli ultimi dati ancora inediti,  appena usciti dal cervellone del Centro unico di prenotazione regionale, sono numeri da brivido.  Si riferiscono all’ultimo mese, gennaio 2014.

Per la mammografia l’attesa è di 175 giorni ad  Acilia, 187 al poliambulatorio Sant’Anna di via Garigliano. e addirittura 302 all’ospedale di Alatri (Frosinone). Si prenota a gennaio, insomma, e si torna all’incirca alle soglie dell’autunno.  Appena 6 distretti sanitari su 22 rispettano le attese massime previste dalla legge per le prestazioni diagnostiche, ossia 60 giorni. Tempi biblici anche per l’eco-doppler dei tronchi sovraortici:  271 giorni all’ospedale Pertini, e addirittura 328 all’ospedale di Isola Liri. Il record si tocca, però,  per l’altro eco-doppler, quello degli arti superiori ed inferiori: 343 giorni l’attesa a Paliano (Frosinone).  Quest’ultimo esame serve a individuare la presenza di una trombosi e diagnosticare malattie del cuore e/o tumori. E richiederebbe di sicuro più tempestività.

Per un’ecografia ostetrica, invece, si aspettano 94 giorni al poliambulatorio  di via Bresadola, 127 a piazza Marconi, 102 a Poggio Mirteto (Rieti).  “Riteniamo che questi dati siano spaventosi – osserva Gianni Romano, segretario regionale del sindacato Fials – se pensiamo che il controllo del nascituro deve essere invece tempestivo e metodico”. Il quadro non cambia per le visite specialistiche, che pure non richiedono attrezzature di diagnostica e quindi dovrebbero essere rapide.  Per una visita dall’urologo, al contrario,  si attendono 169 giorni a Ladispoli, 204 a Poggio Mirteto. La visita cardiologica richiede 178 giorni ad Acilia, dov’è nata, ironia della sorte, l’attuale ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, e ben 254 giorni a Formia.  E non si pensi che siano casi-limite. Laddove le attese sarebbero troppo lunghe, infatti, viene chiuso il registro delle prenotazioni.

“In certi casi l’attesa è tale che a mettere lo stop ci hanno pensato le aziende ospedaliere e le Asl ritirando le agende per non consentire che si oltrepassi l’anno” denuncia il presidente di Assotutela (Associazione di tutela del cittadino) Michel Emi Maritato: “La Regione Lazio, il governatore Zingaretti  e il responsabile della Cabina di regia della sanità Alessio D’Amato dovranno rispondere di questa metodica, che la nostra associazione e i nostri associati leggono come interruzione di pubblico servizio”.