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“Io non c’ero. Se c’ero, dormivo. E se dormivo, sognavo che non c’ero….”

Questo il commento ironico di un lettore all’articolo del quotidiano Libero sulla vicenda nell’edizione online di oggi

Tre domande a…Mario Staderini

Pubblicato: 26 giugno 2013 in Attualità, Politica

Marcello Viaggio –  Giunta Marino al via nelle prossime ore, manca solo l’ultima casella: il nome dell’assessore al Bilancio.  Era dato per certo su quella poltrona Luigi Nieri, poi l’esponente di Sel è  passato al Patrimonio.  Fino all’ultimo ha tenuto banco, invece, il  rebus delle quote rosa.  A sbloccare l’empasse dopo i no di Bonaccorsi e Dragotto, è arrivato finalmente l’ok della deputata Pd Marta Leonori, via Skype dagli Usa.

Su Marino, su quello che potrà fare, sulla giunta con 5 (o forse 6) donne,  rivolgiamo 3  domande a Mario Staderini, segretario nazionale dei Radicali italiani.

Staderini, ci eravamo lasciati sulla vicenda de La Barbuta. Oltre 10 milioni spesi da Alemanno per un campo rom che non si è mai fatto, la bocciatura del Consiglio di Stato, la guerra con il comune di Ciampino. E perfino dure critiche dall’Ue. Un ko su tutta la linea.  La palla passa ora a Marino. Come dovrebbe muoversi, secondo lei, il nuovo sindaco sulla spinosa questione dei nomadi a Roma?

“Ritengo che Ignazio Marino debba ripartire proprio da quella sentenza del Consiglio di Stato. Ossia dall’accertamento che l’intero piano di emergenza nomadi di Alemanno, costato  peraltro al Comune di Roma svariate decine di milioni senza risultati tangibili, era sostanzialmente illegale. Sul piano politico, invece, era proprio l’approccio ad essere sbagliato”.

Ripartire dal Consiglio di Stato, lei dice?  Marino dovrà fare quello che intimavano i giudici al Comune, ossia dare le case popolari ai rom, a scapito di altrettante famiglie romane che stanno in graduatoria all’Ater?   Appena il Sindaco darà il primo mazzo di chiavi ai nomadi,  scoppierà la bufera.

“E’ sbagliato porsi le domande in questi termini, si crea una contrapposizione ideologica che è già fallita con Alemanno. La vera domanda da farsi è: come governare queste situazioni? Nel caso de La Barbuta, ad esempio, avevamo calcolato che per la bonifica, la costruzione del campo e le spese accessorie, si sarebbero spesi oltre 10 milioni. Più altri 3 milioni all’anno per la gestione. Il tutto per non più di un centinaio di famiglie”.

A conti fatti, intende dire, il Comune avrebbe speso di meno comprando loro una casa?  “Esattamente. Bisogna uscire dall’ideologia e fare i conti con la realtà. Quella dei nomadi è una comunità composita. La maggior parte vivono da noi da parecchi decenni e ormai sono italiani a tutti gli effetti. Poi ci sono gli stagionali, che vengono in Italia solo in determinati periodi dell’anno; eccetera. Bisogna distinguere caso per caso, non si può fare di tutta l’erba un fascio”.

Marino nelle prossime ore dovrebbe sciogliere gli ultimi dubbi e varare la giunta.  Peccato che in nome delle quote rosa, forse, avrà lasciato una scia di malcontento negli apparati di partito, dove tradizionalmente gli uomini contano di più.  Potrebbe pagare il conto in futuro?

“Ma guardi, noi radicali dagli anni ‘70 ad  oggi abbiamo avuto spesso delle donne alla guida del partito, da Adele Faccio a Emma Bonino. Siamo stati sempre a favore della parità fra uomo e donna, tanto che nella precedente legislatura abbiamo eletto più donne che uomini. Non è una questione di sesso. Che non esistano donne capaci di amministrare la cosa pubblica è un pregiudizio da sfatare. Alemanno invece ha fatto molta fatica a trovarle queste donne? Si vede che ha ceduto alle correnti, alle logiche di equilibrio nei partiti”.

(…prossimamente 3 domande a…. l’Arca, l’associazione che gestisce la più grande colonia felina di Roma) 

Tutto da rifare. La deputata Raffaella Bonaccorsi, romana e renziana, ci ha messo qualche ora, ma alla fine ha deciso. Ed è stato un no. Non entrerà nella giunta Marino. Questa mattina mancava solo il sì della Bonaccorsi per dare il via alla giunta. Le altre caselle, infatti, erano più o meno tutte al loro posto. Perlomeno le più importanti.

Secondo gli ultimi accordi, infatti, la Cultura andrà a Flavia Barca, l’Urbanistica a Marina Dragotto. Ritagliato su misura per Luca Pancalli il nuovo assessorato dedicato agli Stili di vita e Sport. Al Pd toccheranno 4 assessorati: Lavori pubblici e periferie  (Paolo Masini), Casa e Patrimonio (Daniele Ozzimo), Ambiente (Estella Marino), più un quarto (il Turismo?) ancora da decidere. Quest’ultimo assessorato era stato proposto proprio a Raffaella Bonaccorsi,  che per accettare avrebbe dovuto dimettersi dalla Camera. In ogni caso, però, per farlo voleva per sè anche la carica di vicesindaco. A Sel invece andrà con ogni probabilità un altro assessorato-chiave, quello del Bilancio, destinato nelle intenzioni a Luigi Nieri. I vendoliani  però questa mattina rivendicavano anche loro la poltrona di vicesindaco. Il nodo gordiano era questo. A tagliarlo ci ha pensato la Bonaccorsi.

I nomi dei consiglieri municipali

Pubblicato: 21 giugno 2013 in Attualità, Politica

Ecco l’elenco di tutti i consiglieri eletti nei 15 Municipi di Roma. L’elenco è quello ufficiale reso noto dal Comune di Roma. Per leggere i nomi, basterà fare clic sul Municipio indicato. Nella foto Sabrina Alfonsi presidente del municipio Centro Storico.

Da oggi prende il via la rubrica “Tre domande a…”, appuntamento con un personaggio della politica o della cronaca cittadina su argomenti del giorno. Cominciamo con  Fabio Sabbatani Schiuma, consigliere comunale a Roma per 13 anni, dal 1994 al 2008, sotto le insegne di An,  membro dell’esecutivo romano  del Pdl,  fondatore e leader dei circoli di Riva Destra in Italia. Ha preso ufficialmente 1.265 voti alle Comunali, troppo pochi per uno che in questi anni ne ha presi oltre 15mila.

Schiuma, lei ha presentato una denuncia alla Procura per brogli elettorali a suo danno. Pensa che si tratti di “fuoco amico”? Nella sua esperienza politica si è già imbattuto in situazioni “strane” del genere?

Io so solo di avere visto con i miei occhi all’ufficio elettorale centrale i verbali ed erano scritti con i piedi. Ci sono 521 amici che mi hanno mandato sms di conferma del voto  e relative sezioni di appartenenza, dove invece di preferenze per me non ne risulta neppure una. Ho chiesto perciò alla Procura di accertare e colpire i responsabili di quello che si profila come un crimine penale.  E non  sono il solo. Anche altri candidati, soprattutto di centrodestra,  sono stati vittime delle stesse cose, solo che non tutti hanno il coraggio di rivolgersi alla Procura. Dietro la vicenda c’è una  regia occulta? Non lo so. Ma dal 2010 ad oggi, la storia si ripete. Temo che nel centrodestra da qualche tempo abbiano trovato spazio logiche che hanno poco a che fare con la politica, personaggi che probabilmente nell’ombra cercano di comprarsi i voti.

Lei ha annunciato che la sua campagna politica ricomincia da Riva Destra. Chi è Riva Destra?

E’ stato il primo circolo nella storia di Alleanza nazionale, nato nel 1993 da un comitato elettorale per Gianfranco Fini sindaco. Ed è anche stato il primo nucleo di opposizione interna allo stesso Fini. Oggi è una piattaforma culturale per chi spera che possa rinascere un Movimento/partito che rappresenti la Destra Sociale. Che oggi manca del tutto nel panorama politico.

Gli errori di Alemanno sono, secondo i più, la causa principale della disfatta del centrodestra alle Comunali. Dopo questi errori   Alemanno è la persona giusta per rilanciare il PdL a Roma? Oppure dobbiamo considerare finito il centrodestra legato a Berlusconi e rifondare la destra tout court?

A Roma è finita l’era degli ex colonnelli di An. Nel 1998 Moffa, nel 2000 Storace, nel 2008 Alemanno, nel 2010 la Polverini…Tutte esperienze morte lì,   mai bissate. Vuol dire che c’è qualcosa che non va …Serve evidentemente qualcosa di nuovo e soprattutto servono persone nuove. Chi viene a Riva Destra non nasconde la rabbia per come sono andate le elezioni. E’ il momento di reagire, di fare opposizione seria alla sinistra, anche in piazza. Il sindaco Marino ha problemi con i suoi, fra Pd, Sel e quote rosa? Io dico che quando c’è da mangiare, la sinistra sa fare posto a tavola a tutti. Marino per di più non ha una stampa nemica, com’è successo ad Alemanno. Ma se per 5 anni si è trovato contro la stampa,  la colpa è dello stesso Alemanno. Basti dire che  in Campidoglio, a partire dal portavoce, non si è messo al fianco un solo giornalista, bravo, di centrodestra.

(…prossimamente 3 domande a…. Staderini, segretario nazionale  Radicali italiani)