Ignazio Marino, di fatto il Pd lo ha già commissariato

Pubblicato: 4 marzo 2014 in Attualità
Cresce il nervosismo di Ignazio Marino, che, dopo il Salva Roma ter, ora si trova completamente isolato in Campidoglio.  I suoi, nel Pd romano, si sono schierati in “difesa di Roma”, al più “in difesa del Comune”. Mai, però,  hanno parlato “in difesa di Marino”. All’ultima riunione convocata in via delle Sette Chiese dal segretario romano Lionello Cosentino, il capogruppo Pd in Campidoglio Francesco D’Ausilio ha detto senza mezzi termini: La linea del sindaco è completamente sbagliata. Ora dobbiamo essere noi ad indicare con forza la prospettiva per il Comune, con un piano di rientro delle aziende, un piano di risanamento pluriennale, un salary cap per i dirigenti pubblici”.
Più o meno:  Sindaco, fatti più in là, ci pensiamo noi!”. Lo stesso Cosentino ha precisato al termine: “Ci sarà un’altra riunione sulle scelte per il bilancio 2014 del Comune alla presenza dei parlamentari nazionali del partito”.
Un altro schiaffo in faccia al chirurgo genovese. Ma non basta. Nel provvedimento varato dal CdM venerdì si legge che d’ora in poi ci sarà il controllo del Tesoro sui principali capitoli di spesa del Campidoglio. Detto in altre parole, Marino è già commissariato. Dovesse sbattere la porta sul serio, anzi, è già bello e pronto il nome del commissario che prenderebbe il suo posto: il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. Come se non bastasse il chirurgo genovese è nei guai per il rimpasto di giunta. Obiettivo numero uno: la rimozione dell’arci-nemico, l’assessore al bilancio Daniela Morgante. Solo che chi doveva prenderne il posto, l’abruzzese Giovanni Legnini, ormai se l’è preso Renzi al governo.  Legnini, da sottosegretario all’Economia, a Marino non ci pensa proprio. E dunque, il rimpasto si farà, ma con gli uomini forti del Pd in Campidoglio. Vale a dire i maggiori nemici del sindaco.
In pole c’è il presidente dell’assemblea capitolina Mirko Coratti, che per il 13 marzo ha indetto una seduta straordinaria dedicata “alle misure economiche da adottare a seguito del decreto del governo”. Ma in posizione per una carica di assessore c’è soprattutto il coordinatore della maggioranza, Fabrizio Panecaldo. Che proprio in queste ore ha polemizzato con lo staff di Marino a proposito, guarda caso, di quanto guadagna  Marco Girella, capo ufficio stampa del Sindaco: “Relativamente al periodo 1 gennaio 2014 – 31 dicembre 2014 è di 170mila euro”.  Una cifra enorme, sembra dire (e dice) Panecaldo. Non in linea  con una città che affoga nei debiti e si presenta col cappello in mano al Governo.
Ma sugli stipendi d’oro  al Comune di Roma la condanna è unanime su tutti i quotidiani. “Basti ricordare i 16 dirigenti per cui il Campidoglio spende annualmente 25milioni di euro” scrive Il Tempo. “Marino fa lo slalom fra le buche, ma un avvocato del Comune costa 300mila euro all’anno” titola il Corriere della Sera.  
La botta finale arriva dall’ultimo rapporto Uil di Roma in collaborazione con l’EuresLa giunta di Roma è la più pagata d’Italia – titola La Repubblica  – I soli compensi mensili per le indennità di primo cittadino e assessori  sfiorano i 100mila euro”. Osservazione maligna: che dirà Marino quando questi conti arriveranno sul tavolo del Tesoro?
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