Arrivano i soldi per Roma, ma Marino è finito all’angolo

Pubblicato: 28 febbraio 2014 in Attualità

Si attende di ora in ora il nuovo decreto per Roma. La capitale si salva dal default, da Palazzo Chigi arrivano i soldi.  Ma per il sindaco Marino la resa dei conti è dietro l’angolo.    Palazzo Chigi già in tarda mattinata starebbe per varare un nuovo provvedimento salva-debiti per Roma. Diviso, a quanto pare, in due parti. Un decreto legge con lo stanziamento immediato per salvare Roma dal default. E un ddl per affrontare i nodi strutturali dei rapporti fra il Governo e la città, che prevederebbe anche un certo controllo sui conti da parte del Ministero dell’Economia. Quest’ultimo per spuntare  in parte gli attacchi di M5S e Lega. Certe decisioni, certi sprechi in Campidoglio hanno sollevato più di una critica anche sui quotidiani.

Ma se la capitale si salverà, si avvicina al contrario il default  per Ignazio Marino. In caso arrivassero le sue dimissioni, nessuno farebbe nulla per trattenerlo per la giacca. Tanto che già si fa il nome del possibile commissario: il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro.

Ieri Marino si era sfogato in diretta a Radio24: “Senza Salva Roma, blocco la città; la gente dovrebbe inseguire i politici coi forconi”. Ma ha sbattuto la faccia contro l’ira di Renzi. “Certi toni sono inammissibili” lo ha  bacchettato il premier,  come si rimprovera un ragazzino. Sono state scintille a brutto muso, raccontano i presenti.   

Il chirurgo genovese è finito in queste ore sotto il fuoco incrociato di larga parte del Pd. Un partito che non lo ha mai amato, e non ha mai fatto nulla per nasconderlo.   “Non è il momento di ultimatum, ma di collaborare fattivamente”  lo ammonisce il responsabile Enti locali del Pd Stefano Bonaccini. Anche il segretario del partito romano, Lionello Cosentino censura il sindaco-forcone: “Non condividiamo i toni usati da Marino, non si possono terrorizzare i cittadini”. “Io non mi riconosco in un discorso del genere – afferma la deputata romana Lorenza Bonaccorsi, fedelissima di Renzi – Non è possibile inseguire i grillini sul loro stesso campo”. A giugno la Bonaccorsi, previdente, aveva opposto un secco no ad entrare in giunta con Marino.    Durissimo il deputato  Pd Federico Gelli: “Faccia il sindaco, si ricordi di essere l’autorità di governo di Roma, non può pensare di mettersi ad aizzare le folle”.  “Marino ha perso la testa perché sente la sua inadeguatezza politica ed amministrativa” lo stronca con un tweet la deputata Linda Lanzillotta di Scelta Civica.  Niente da fare. Marino è riuscito nell’impresa di mettersi tutti contro.  E  qualcuno forse sta per dirgli in faccia la parola: ‘basta’.

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