Palazzo Chigi ritira il dl Salva Roma

Pubblicato: 26 febbraio 2014 in Attualità

Salva Roma nel cestino, tutto da rifare. Il governo Renzi alla fine ha ritirato il decreto sugli Enti Locali, il cosiddetto Salva Roma bis.  L’annuncio è arrivato poco dopo mezzogiorno dal ministro per le riforme Maria Elena Boschi: “Il governo ha preso atto dell’indisponibilità di Lega e M5S. Con la conferma da parte loro dell’ostruzionismo (c’erano da discutere 350 emendamenti, ndr)  era matematicamente impossibile arrivare all’approvazione del decreto entro il 28 febbraio”.

Maria Elena Boschi

Tutto da rifare. Lega e Grillini esultano. Ma il Campidoglio ora rischia seriamente il default dei conti. Con il Salva Roma si sarebbero scaricati  sulla gestione commissariale dei debiti di Roma Capitale  485 milioni: 320 inseriti nel bilancio 2013 già approvato e 165 in quello che verrà del 2014. In teoria, ed è quello che ha subito assicurato il governo, tutto si può fare con il varo di un nuovo decreto. E sarebbe il Salva Roma ter. In pratica, però, sarà un micidiale percorso ad ostacoli. Intanto la manovra di bilancio consuntivo 2013 del Comune potrebbe essere bersaglio di ricorsi da parte dell’opposizione, nella quale – va sottolineato – militano anche 4 consiglieri dell’M5S.

E poi Palazzo Chigi prepara già da oggi dei cambiamenti al decreto Salva Roma. Ad annunciarli è la stessa Maria Elena Boschi: “Faremo una nuova valutazione dei contenuti, e solo con norme indispensabili e di primaria importanza”.  Anche per tenere conto del parere della Commissione affari costituzionali della Camera, che nel dare parere favorevole all’approvazione aveva però posto come condizione la cancellazione di alcuni commi. Il parere non era vincolante, tuttavia ora mette dei “paletti”.  L’iter, insomma, potrebbe non essere così rapido come auspicato dal sindaco Ignazio Marino. Il quale da oggi si trova sulla graticola dei conti. Come farà a firmare un qualsiasi provvedimento di spesa in queste condizioni? Pagamenti, stipendi, tenuta dei conti…Un bel ginepraio. E se poi fra 1 anno intervenisse la Corte dei Conti, con in prima fila l’arci-nemico di Marino, ossia l’assessore al Bilancio  Daniela Morgante, giudice della stessa Corte dei Conti in aspettativa?

Un incubo pazzesco. Si fa presto a parlare di un nuovo Salva Roma. Ma i tempi sono strettissimi. Il vecchio salvagente di Letta scade fra due giorni. Occorre varare entro venerdì un nuovo decreto Salva Roma, raccomanda Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio alla Camera: “Altrimenti per Roma sarà il caos”.   “Faremo subito un altro provvedimento” rassicura il sottosegretario Graziano Delrio, fedelissimo di Renzi. Ma come  evitare di nuovo l’ostruzionismo in Aula di lega e M5S? Ponendo la fiducia? “Non vedo perchè!” replica il neo ministro dell’Economia Padoan: “Non possiamo partire subito con un voto di fiducia in Aula”.

Il rebus insomma non è di facile soluzione.  E intanto un deputato dell’Ncd, Augello, avverte: “Un decreto analogo non si può ripresentare, un disegno di legge avrebbe tempi molto lunghi”. Giusto. Ma nel frattempo che ne sarà dei conti del Campidoglio? Qualcuno azzarda un’ipotesi: Marino potrebbe lasciare. Lo ha minacciato tante volte nel santa sanctorum del Pd. Adesso potrebbe dimettersi da sindaco di Roma sul serio.

 

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