Lazio, a gennaio 9 mesi d’attesa per il cardiologo

Pubblicato: 24 febbraio 2014 in Attualità

Lazio, a gennaio dati-chok per l’attesa di visite sanitarie ed esami diagnostici: quasi 1 anno per l’eco-doppler, fino a 9 mesi per il cardiologo.  “Per certe prestazioni sono addirittura bloccate le prenotazioni” denuncia  Assotutela. Gli ultimi dati ancora inediti,  appena usciti dal cervellone del Centro unico di prenotazione regionale, sono numeri da brivido.  Si riferiscono all’ultimo mese, gennaio 2014.

Per la mammografia l’attesa è di 175 giorni ad  Acilia, 187 al poliambulatorio Sant’Anna di via Garigliano. e addirittura 302 all’ospedale di Alatri (Frosinone). Si prenota a gennaio, insomma, e si torna all’incirca alle soglie dell’autunno.  Appena 6 distretti sanitari su 22 rispettano le attese massime previste dalla legge per le prestazioni diagnostiche, ossia 60 giorni. Tempi biblici anche per l’eco-doppler dei tronchi sovraortici:  271 giorni all’ospedale Pertini, e addirittura 328 all’ospedale di Isola Liri. Il record si tocca, però,  per l’altro eco-doppler, quello degli arti superiori ed inferiori: 343 giorni l’attesa a Paliano (Frosinone).  Quest’ultimo esame serve a individuare la presenza di una trombosi e diagnosticare malattie del cuore e/o tumori. E richiederebbe di sicuro più tempestività.

Per un’ecografia ostetrica, invece, si aspettano 94 giorni al poliambulatorio  di via Bresadola, 127 a piazza Marconi, 102 a Poggio Mirteto (Rieti).  “Riteniamo che questi dati siano spaventosi – osserva Gianni Romano, segretario regionale del sindacato Fials – se pensiamo che il controllo del nascituro deve essere invece tempestivo e metodico”. Il quadro non cambia per le visite specialistiche, che pure non richiedono attrezzature di diagnostica e quindi dovrebbero essere rapide.  Per una visita dall’urologo, al contrario,  si attendono 169 giorni a Ladispoli, 204 a Poggio Mirteto. La visita cardiologica richiede 178 giorni ad Acilia, dov’è nata, ironia della sorte, l’attuale ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, e ben 254 giorni a Formia.  E non si pensi che siano casi-limite. Laddove le attese sarebbero troppo lunghe, infatti, viene chiuso il registro delle prenotazioni.

“In certi casi l’attesa è tale che a mettere lo stop ci hanno pensato le aziende ospedaliere e le Asl ritirando le agende per non consentire che si oltrepassi l’anno” denuncia il presidente di Assotutela (Associazione di tutela del cittadino) Michel Emi Maritato: “La Regione Lazio, il governatore Zingaretti  e il responsabile della Cabina di regia della sanità Alessio D’Amato dovranno rispondere di questa metodica, che la nostra associazione e i nostri associati leggono come interruzione di pubblico servizio”.

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