Antimafia sequestra beni per 5 milioni al killer dei Casalesi

Pubblicato: 21 febbraio 2014 in Attualità
Appartamenti, una villa, titoli finanziari e aziende, per un valore stimato pari a 5 milioni di euro, sono stati confiscati poche ore fa a Giuseppe Setola, capo dell’ala stragista del clan dei Casalesi.   Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ed è stato eseguito questa mattina dagli uomini della Direzione investigativa antimafia di Napoli. I beni confiscati e riconducibili a Setola erano tutti intestati   a familiari e conoscenti. Le indagini si sono avvalse di accertamenti di natura patrimoniale e sui racconti di numerosi collaboratori di giustizia. I beni sono stati ritenuti di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati  dai  parenti del killer e dalle persone a lui vicine.  Gli investigatori hanno accertato che Giuseppe Setola aveva investito i proventi delle sue attività criminali in immobili e attività commerciali, che poi intestava a prestanome , tra cui il fratello Pasquale, peraltro suo complice in gravi reati.
Giuseppe Setola, considerato elemento di spicco del clan di camorra dei Casalesi,  è noto perché autore di numerosi e spietati omicidi che hanno insanguinato il litorale di Castel Volturno. Fra questi l’assassinio di Umberto Bidognetti, padre del collaboratore di giustizia Domenico, avvenuto il 2 maggio 2008.
L’evento criminale più efferato di cui Setola è stato protagonista è però sicuramente la strage di Castel Volturno,  avvenuta la sera del 18 settembre 2008.  Un raid che vide dapprima l’uccisione dell’esercente di una sala giochi,  e, poco dopo, di sei africani  di origine ghanese. Le indagini accertarono in seguito che questi ultimi furono uccisi perchè la camorra voleva intimidire la popolazione ghanese del posto. Setola arrestato nel gennaio 2009, è stato condannato a numerosi ergastoli e attualmente si trova in regime di carcere duro.

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