Rapiti 17.500 cani nel 2013, metà finisce nel giro dei combattimenti

Pubblicato: 16 febbraio 2014 in Attualità

Sono oltre 17.500 i cani rapiti nel 2013 in Italia, nei parchi pubblici o direttamente dai giardini di casa. E’ un business che supera ogni anno abbondantemente i 5 milioni di euro. E’ quanto afferma oggi con un comunicato  l’Aidaa, Associazione italiana difesa animali e ambiente. Il giro d’affari è vorticoso. Il numero dei cani rapiti, infatti, ha registrato un incremento di 2mila casi rispetto al 2012. Oltre la metà dei cani rapiti sono di razza e utilizzati per la riproduzione, con un introito complessivo che supera ogni anno abbondantemente i 5 milioni di euro.  L’altra metà sono cani di taglia medio grossa, la maggior parte dei quali, precisa l’Aidaa, “finisce nel giro dei combattimenti clandestini o viene avviata ai laboratori del nord Europa per la vivisezione”.

Un fenomeno sommerso, difficile da debellare.  Ma quali sono le razze più a rischio, ricercate dai malviventi?  “Stando alle segnalazioni che abbiamo ricevuto nel corso del 2013 – spiega l’associazione animalista – i rapitori di cani di razza puntano su Chihuahua toy, Carlini e Buldog francesi per la taglia piccola, e tra quelli di taglia grande di razza si punta sui boxer, il cui furto è in forte incremento. Per quanto riguarda i cani destinati ai combattimenti anche in questo caso si punta su Boxer, Rottweiler e Dogue de bordeaux”.

Il cane, una volta rapito, o finisce sbranato per “allenamento” o vede moltiplicare il suo valore di 50-100 volte. Il business dei combattimenti legati alle scommesse clandestine, infatti, macina ogni anno centinaia di milioni. Una singola puntata parte da almeno 250 euro per arrivare a decine di migliaia di euro nei combattimenti tra “campioni”.  Le sfide di “vertice” vengono riprese da telecamere, e rivendute ad alto prezzo.  I protagonisti sono in genere Pitbull, Rotweiller, Dogo. E’ un business su cui allunga le mani la grande criminalità.

A Palermo i carabinieri lo scorso novembre 2013  hanno scoperto un ring montato  all’aperto in un terreno fra i casermoni del quartiere Zen2. Nell’arena, allestita con un recinto di legno e la moquette verde, i pitbull a due a due erano aizzati l’uno contro l’altro. Il più forte aveva la meglio, l’altro veniva abbattuto. Migliaia di euro ad ogni puntata. Sei sono stati gli arresti in quell’occasione.  Ma agli organizzatori bastano due giorni per ricominciare.

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