Esplosione in un residence: 1 morto, 3 feriti

Pubblicato: 24 gennaio 2014 in Attualità

E’ successo questa notte al quartiere Monte Mario, in un residence di 6 piani in via Pieve di Cadore, a poche centinaia di metri da via della Camilluccia. Un residence abitato in prevalenza da extracomunitari, dove a causa di un improvviso incendio un immigrato è morto carbonizzato e altre tre persone sono rimaste ferite. Due gravemente, subito portate in ambulanza al Policlinico Gemelli: uno è un agente di polizia che partecipava ai soccorsi. Il dramma sarebbe stato causato dall’esplosione di una bombola del gas, ma i vigili del fuoco accorsi sul luogo alle 6 del mattino stanno ancora indagando. Il residence di via Pieve di Cadore è già stato teatro in passato di un dramma simile. Nel 2001 l’esplosione di una bombola del gas uccise due persone. L’edificio, nato negli anni Settanta come convitto per studenti, è stato col tempo trasformato in residence. La struttura, alta sei piani, è formata da mini-appartamenti (ognuno, pare, di 35 mq) che danno su ballatoi in comune.

Fin qui la notizia di cronaca. Ma quanto successo ripropone all’attenzione le decine, forse centinaia di residence per stranieri sorti come funghi negli ultimi tempi a Roma. Alla Collina Fleming, lungo la Cassia, a Ostia, ovunque. Tutto nasce dal dramma della casa, che costringe le fasce sociali più deboli a vivere in condizioni disumane, ammassati come sardine in stanzette grandi come loculi, che i proprietari chiamano mini-appartamenti. Ma un mini-appartamento è dotato di finestre, servizi igienici, luce, acqua, gas. Questi, invece, nella maggior parte dei casi, no.  Per  capire meglio, basta leggere il verbale del 28 settembre 2009  redatto dalla Asl RmE, “oggetto l’edificio B del residence di via Mastrigli 15/C”. Dagli accertamenti della Polizia municipale, citiamo il verbale, risulta che nell’edificio B “sono stati realizzati alcuni piani completamente abusivi, …. è stata effettuata la trasformazione d’uso di cantine in squallidi tuguri, molti dei quali abitati da extracomunitari…..I suddetti locali risultano locati da 430 a 660 euro mensile per alloggio” e per far fronte alla richiesta “gli occupanti, prevalentemente filippini e sudamericani, dividono le spese, pertanto i locali sono sovraffollati”. Un caso limite: all’interno 66 vivevano in quattro (3 adulti e 1 minore) in 13,50 metri quadri.

Situazioni simili probabilmente si ripetono da un capo all’altro della città, nell’anonimato di tanti quartieri-dormitorio. In cantine con fili elettrici volanti, bombole del gas, stufette del riscaldamento accese, e magari infiltrazioni d’acqua. Una vera bomba a orologeria.

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