La mafia controlla il 70% dei locali di Roma

Pubblicato: 23 gennaio 2014 in Attualità

Sos criminalità in centro storico. “Il 70% dei locali è in mano alle mafie” denuncia la presidente del I municipio, Sabrina Alfonsi.  “Roma è nella morsa dei boss delle pizze” rincara la dose l’associazione anti-mafia Libera.

L’Sos della presidente del municipio della City è choccante. Due locali su tre a Roma sarebbero di proprietà o controllati dalla mafia! La denuncia della Alfonsi è di fine novembre, ma quanto accaduto ieri non fa altro che avvalorare l’allarme.  Come fa il minisindaco a dare queste cifre? “I dati arrivano da associazioni ed esponenti che si battono da anni per la legalità” risponde lei. “E il sequestro di 28 locali, avvenuto ieri, non fa altro che confermare le mie preoccupazioni” aggiunge: “Ma noi non resteremo a guardare, adesso passeremo al setaccio tutte le autorizzazioni”.

Il blitz anti-camorra di 24 ore fa ha alzato il velo. I locali chiusi dalla magistratura, tutti nel cuore di Roma, portano nomi tipicamente partenopei. Ecco il ristorante ‘Pummarola e Drink’, una curiosa commistione anglo-napoletana, in via della Maddalena, a due passi dal Pantheon.  E poi l’altro ristorante ‘Zio Ciro Mangianapoli’ aperto in via Col di Lana, accanto al prestigioso bar Vanni. E ancora: la gelateria ‘Ciuccula’ a piazza della Rotonda, davanti al Pantheon; ‘Frijenno’; ‘Jamma’….. Ed ecco anche ‘L’Osteria della Vite’ nell’omonima via della Vite, nel cuore del Tridente, la vetrina dello shopping internazionale.

Sono ben 28 locali, fra ristoranti, pizzerie e bar. La gran parte facente capo alla famiglia Righi, luogotenenti dei Contini a Roma, che secondo i magistrati avevano creato “un’attività imprenditoriale illegale che controllava una catena di esercizi di ristorazione”.

Sabrina Alfonsi

Ma non è la prima volta che emergono infiltrazioni mafiose nei salotti della capitale. Bastano un paio d’esempi. Nel 2011 venne sequestrato il Cafè de Paris, uno dei più famosi ed eleganti bar di via Veneto, ritenuto in mano alla ‘ndrangheta. L’anno scorso, invece, furono posti i sigilli al Caffè Chigi in piazza Colonna, dove andavano a prendere l’aperitivo parlamentari della Camera, senatori e segretari di Partito.

Con ogni evidenza il vaso di Pandora dei locali in mano alla criminalità dev’essere ancora scoperchiato. “Roma è nella morsa dei boss delle pizze” afferma l’associazione Libera, cui aderiscono in Italia 1.500 fra circoli e gruppi anti-mafia.

“Le mafie stanno scrivendo la nuova guida eno-gastronomica della Capitale – sottolinea Libera –  l’obiettivo delle cosche è fare affari e  non deve  sorprendere la loro presenza dove è alta la possibilità d’investimento. Ed ecco che la ristorazione si conferma la grande ‘lavanderia d’Italia’ dove riciclare e ripulire i soldi sporchi di usura, droga, estorsioni”.

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