Atac, un altro neo-manager indagato

Pubblicato: 18 gennaio 2014 in Attualità

Dopo l’Ama, l’Atac. Sembra incredibile, ma due giorni dopo il pasticcio dell’Ama, ovvero  la rimozione del neo-nominato presidente-ad Ivan Strozzi, indagato dalla Procura di Patti  per una vicenda di rifiuti, in Campidoglio scoppia un nuovo caso.  Stavolta si tratta di Gennaro Maranzano, messo ieri dal consiglio d’amministrazione  dell’Atac a capo del comparto manutenzione  della metropolitana. Un incarico di primaria importanza, visto che i treni della sotterranea a Roma hanno il brutto vizio di fermarsi per guasti tecnici con eccessiva frequenza.

Purtroppo sul capo di Maranzano, come scrive il Corriere della Sera nell’edizione online, “pendono due vicende giudiziarie”. Il dirigente a maggio 2011 è stato condannato in primo grado a 3 anni e 6 mesi  per «omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario», in seguito all’incidente di Pian Paradiso, del 2003, in cui  morirono un macchinista e il capotreno.  La seconda vicenda, invece,  è il rinvio a giudizio per il disastro di ottobre 2006 alla stazione metro A di Vittorio Emanuele quando due treni si tamponarono. Una giovane morì e ci furono 235 passeggeri feriti. In questo caso, sottolinea il quotidiano, l’accusa è  “disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni”.   Maranzano, all’epoca direttore d’esercizio di Met.Ro., venne licenziato dal centrodestra nel 2010, per essere poi reintegrato dal centrosinistra,  dopo una sentenza del giudice, lo scorso settembre. L’iter della magistratura è lontano dalla conclusione e niente esclude che il dirigente sia estraneo alle accuse. Ma al di là di tutte le implicazioni tecnico-giuridiche, il caso Maranzano è squisitamente politico.

E  il centrodestra dà fuoco di nuovo alle polveri.  “Se è vero quanto affermato dall’assessore Improta e cioè che si tratta di scelta ponderata, – denuncia la capogruppo Ncd in Campidoglio Sveva Belviso –  possibile che non ci fosse, tra le numerose posizioni dirigenziali Atac, circa 80, un’area diversa da quella legata alle manutenzioni delle metropolitane dove collocare Maranzano? Su di lui pende una condanna di primo grado per il disastro ferroviario di Pian Paradiso ed un rinvio a giudizio per l’incidente del 2006  a Piazza Vittorio che costò la vita ad una donna. Possibile che Improta non si renda conto dell’assoluta inopportunità di far dirigere un’area legata alle manutenzione della metropolitana a chi deve chiarire la sua posizione rispetto ai fatti del 2006?” “Nel momento in cui  afferma che si è trattato di scelta ponderata e valutata, – prosegue la Belviso – Improta conferma che la decisione è stata politica. Fermo restando che saranno i giudici a valutare definitivamente le responsabilità, dopo Strozzi si tratta di un nuovo sconcertante autogoal”

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