Marino, un uomo solo in Campidoglio

Pubblicato: 14 gennaio 2014 in Attualità

Marino, un uomo solo al comando. Ma non pedala solitario sui tornanti dello Stelvio.  E’ una parabola discendente, la sua, che non conosce freni. Isolato fin nella “sua” maggioranza politica.  

Basta vedere e decifrare le ultime mosse del Primo cittadino. A partire dalle nomine all’Ama: presidente e amministratore delegato dell’azienda, Ivan Strozzi. Un curriculum da brividi: un’esperienza a Torino con l’Amiat, non troppo brillante pare; mentre a La Spezia, si è dimesso per avere completamente fallito il tentativo di salvare l’azienda municipalizzata dai debiti.   Ma dalla sua il nuovo numero uno dell’Ama ha un merito indiscutibile per Marino: non è di Roma, è esterno all’apparato. Tant’è che al vertice di maggioranza in consiglio comunale non l’hanno presa per niente bene. Poi, dentro nel cda Ama, ecco Rita Caldarozzi e Carolina Cirillo, due funzionari comunali. Due fuori dai partiti e due consiglieri solamente invece dei 5 di prima. Per risparmiare? Niente affatto. Questa è la favoletta da raccontare  ai bambini. Per sottrarre, invece, il più possibile l’azienda municipalizzata all’influenza del Pd, l’azionista di maggioranza in Campidoglio.   Strozzi non è il massimo? Fa niente, l’importante è che sia lontano dagli uomini che contano nel Pd locale. 

Altro segnale inequivocabile: l’incarico dato all’assessore alla scuola Alessandra Cattoi, trentina, l’unica vera fedelissima di Marino,  di coordinare i rapporti fra il sindaco e la giunta. Un chiaro segnale di isolamento. Un incarico così non si era mai visto. Del resto basta guardare gli scontri al calor bianco, finiti su tutti i giornali, fra gli assessori Improta e Morgante: un sindaco forte li avrebbe cacciati entrambi. Ma Marino non è forte.

Infine il pressing del segretario romano del Pd, Cosentino, per sostituire il vicesindaco Nieri: “Marino da solo non ce la fa”. Cosentino ha bussato alla porta di un uomo forte del Governo Letta: quella del Sottosegretario con delega all’Editoria Giovanni Legnini. L’intento era quello di farne il sindaco-ombra, il vero sindaco “forte” di Roma. Ma per la seconda volta, dopo giugno, Legnini ha detto no. Certo, Nieri non l’ha presa bene, ma più che restare aggrappato alla poltrona di vice-sindaco non può. Ma non vi riuscirà ancora a lungo. La sua carica servirà per riequilibrare i poteri in Campidoglio.  E intanto Marino scorre sconsolato i dati del sondaggio Ipr di Sole24Ore: il gradimento degli elettori verso di lui è sceso di 7 punti in 7 mesi. Un tonfo clamoroso. Se continua così, al prossimo sondaggio neppure ci arriva!

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