La mani della ‘ndrangheta su Roma

Pubblicato: 14 gennaio 2014 in Attualità

Oggi vi proponiamo la mappa di spartizione della ‘ndrangheta della città di Roma. Quartiere per quartiere, da San Basilio a Tor Bella Monaca. La fonte è l’Osservatorio regionale anti-crimine. Nell’accordo entrano i Casamonica, ma pure il clan camorrista dei Senesi e l’ex Banda della Magliana. Roma in mano alle cosche? L’interrogativo è legittimo. Specie se a gettare l’allarme è perfino Bankitalia. L’arresto dei 4 killer del boss Femia, ucciso 1 anno fa a Trigoria, ha acceso l’attenzione sul clan San Luca.  Chiamato così perchè originario di un paesino di 4mila anime sull’Aspromonte, dove la parola della ‘ndrangheta è legge. Ma San Luca non è l’unico clan nella capitale e neppure il più forte.

Il pericolo è più in alto.  Nel 2013 i flussi finanziari sospetti dei grandi gruppi criminali a  Roma sono triplicati. Ad affermarlo è il presidente dell’Osservatorio per la sicurezza e legalità della Regione, Giampiero Cioffredi: “I numeri parlano chiaro: se fino al 2012 le segnalazioni sospette arrivate alla Banca d’Italia si aggiravano nel Lazio attorno alle 2.200, nei primi 3 mesi del 2013, le segnalazioni sono schizzate a 7.800, con  una crescita più che esponenziale. Dubbi investimenti, che danno il senso reale che Roma è diventata la prima stazione di riciclaggio delle mafie”. Le cosche puntano al salto di qualità, al mondo degli affari. Hanno costituito società fittizie, comprato ristoranti, alberghi, aziende.

Secondo l’Osservatorio anti-crimine, i boss si sono spartita la capitale. Discoteche, gioco d’azzardo, estorsioni, traffico di droga, tutto. Hanno preso il pennarello e tracciato una mappa. A gestire l’area a nord, – Cassia, Flaminia, Nomentano-Montesacro, – sono 5 clan della ‘ndrangheta, le cosiddette ‘ndrine:  Morabito, Bruzzaniti, Palamara,  Speranza,  Scriva. L’area fra San Basilio e Tiburtina è dei Sergi-Marando. Tor Bella Monaca e Romanina toccano invece alla criminalità romana del duo Casamonica-Alvaro. La famiglia Casamonica controlla però anche Appio, Tuscolano, Anagnina. Ciampino e Centocelle sono dei Senese. Nel giro, però, entrano anche gli ex della Banda della Magliana, che in accordo con i clan Triassi-Fasciani-Cuntrera controllano Ostia e il litorale. Questa è la Roma delle cosche. Un autentico patto di spartizione, sul modello di Cosa Nostra. 

Non tutto fila liscio. Qualche screzio, qualche regolamento di conti, ogni tanto capita. Se ci scappa il morto, c’è il rischio di finire sui giornali. Come per l’omicidio Femia. Ma il grosso degli affari si fanno senza fare rumore, senza richiamare l’attenzione.

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