Il gip: “Unione d’intenti fra Cerroni e Marrazzo”

Pubblicato: 13 gennaio 2014 in Attualità

Scandalo rifiuti, sempre più coinvolto nella ragnatela di Cerroni  l’ex Governatore Piero Marrazzo. Indagato  per abuso d’ufficio e falso. Il Corriere della Sera oggi apre la prima pagina dell’edizione romana con il titolo: “Unione d’intenti fra Cerroni e Marrazzo”. E più sotto: “Le intercettazioni accusano l’ex presidente” scrive il gip nell’ordinanza.  E già, perchè Marrazzo, nonostante i poteri di commissario all’emergenza rifiuti fossero cessati il 30 giugno 2008, firmò di suo pugno un’ordinanza il 22 ottobre 2008 che autorizzava la costruzione del termovalorizzatore di Albano Laziale,

Albano Laziale

di proprietà di Cerroni. In questo modo l’impianto avrebbe cominciato il ciclo produttivo prima del 31 dicembre e beneficiato degli incentivi pubblici. La firma però era palesemente “illegittima”. “E Marrazzo non poteva non saperlo” secondo il gip Massimo Battistini.  Ma c’è dell’altro. Marrazzo era stato eletto presidente con il sostegno dei Verdi. E passava per uno di loro. Ma proprio l’assessore all’ambiente, Filiberto Zaratti, dei Verdi, si rifiutò di dare via libera al termovalorizzatore. Ebbene, dalle intercettazioni, – scrive il Corriere – “risultano alcune conversazioni di Marrazzo da cui si evince il suo ruolo” nello sbloccare la Via (valutazione d’impatto ambientale) di Albano Laziale, come fa notare ancora il magistrato.  

Intanto l’inchiesta procede a tamburo battente. Questa settimana è atteso il primo interrogatorio di Cerroni. Le indagini sono tutt’altro che concluse. L’inchiesta è iniziata nel 2009, attraverso una serie di intercettazioni ambientali. Che ora, riascoltate con attenzione, gettano nuova luce su quanto fosse estesa la ragnatela di potere di Cerroni. Al punto che il patron aveva di fatto ottenuto il via libera ad una ferrovia leggera che doveva collegare lungo la Valle Galeria  la nuova discarica di Monti dell’Ortaccio con Albano Laziale. Pagata con soldi pubblici, ovviamente, sottolinea il gip nell’ordinanza di custodia.  

Ma intanto il mondo della politica trema. Due giorni fa Nicola Zingaretti ha annunciato che la Regione si costituirà parte civile “per difendere gli interessi e l’immagine dell’amministrazione”. L’annuncio, per la verità, viene dopo due giorni di silenzio. Ma basta a tirare fuori Zingaretti dalle responsabilità politiche? 

Il centro-destra dice di no. E spara ad alzo zero sul Governatore. “La Regione ha fatto il minimo a costituirsi parte civile,  ma questo non deve distogliere l’attenzione dalle responsabilità politiche che hanno causato il fallimento della differenziata e la devastazione della Valle Galeria” attacca il consigliere regionale Fabrizio Santori. “Tra le 10 interrogazioni su Malagrotta che ponevo mesi fa – prosegue – c’era anche quella sul mistero delle dimissioni del Prefetto Pecoraro, domanda che oggi si pongono anche gli inquirenti”.  Anche Francesco Storace (la Destra) sul Giornale d’Italia online non risparmia strali intinti nel veleno: “È  inquietante che  Zingaretti sia praticamente solo di fronte alle macerie, davvero maleodoranti, lasciate dal ‘Cerronismo’. Nessuno fiata. Il ‘Supremo’ dev’essere stato molto generoso. E forse qualcuno teme la vendetta, le confessioni…”. E le ritorsioni.

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