Noto imprenditore affiliato alla ‘ndrangheta arrestato a Roma

Pubblicato: 10 gennaio 2014 in Attualità

“La ‘ndrangheta è una scelta di vita!”. Così scrive in una lettera l’imprenditore di origini calabresi Pasquale Capano, residente da  anni a Roma, all’Infernetto, del cui arresto, avvenuto giorni fa, si è saputo solo questa mattina.  Insieme a Capano sono stati arrestati la moglie e il cognato, entrambi ai domiciliari. L’uomo, che per evitare controlli era solito muoversi addirittura con un passaporto diplomatico, era affiliato alla ‘ndrangheta e legato alla criminalità romana: la banda della Magliana e la famiglia Casamonica.   Secondo gli inquirenti, l’imprenditore attraverso l’utilizzo di società intestate a prestanome, “aveva posto in essere una serie di investimenti nel settore turistico immobiliare agevolando il clan ‘ndranghetista Muto di Cetraro (Cosenza), tant’è che i beni e le aziende erano già stati oggetto di sequestro”.

Nella lettera indirizzata a un affiliato alle cosche, rinvenuta dagli investigatori, Capano scrive frasi-choc del tipo: “Il tempo ha dato ragione agli uomini d’onore di una volta, che consideravano l’Onorata società pari alla Sacra famiglia, non come opportunità affaristica ma come scelta di vita”. E ancora: “La fratellanza è un legame che si stabilisce attraverso un rituale iniziatico d’ingresso nell’Onorata società, radicato nella storia antica della nostra terra d’origine, la Calabria”. Capano, però, a parte la fratellanza, era solito girare in Ferrari, con Rolex d’oro al braccio.

L’arresto dell’imprenditore testimonia il salto di qualità che le cosche stanno compiendo a Roma. Il core business   resta sempre il traffico di droga.  Ma secondo l’Osservatorio per la sicurezza e  legalità della Regione, i clan oggi investono sempre di più nell’acquisto di ristoranti, alberghi, discoteche, aziende. Tutte attività imprenditoriali che danno la possibilità di reinvestire i proventi della droga nel riciclaggio di denaro sporco e nell’usura. A novembre ai Casamonica fu sequestrato un vero tesoro: 12 auto di lusso, fra cui Ferrari e Bmw, un’immensa  villa, ristoranti e una discoteca a Testaccio legata alla movida, valore complessivo 3 milioni. L’imprenditore dell’Infernetto, secondo gli inquirenti, era in affari proprio con i Casamonica e responsabile di specifiche condotte usuraie in sodalizio con un membro della famiglia.

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