L’inchiesta sui rifiuti accelera, pure Marrazzo nei guai

Pubblicato: 10 gennaio 2014 in Attualità

Traffico di rifiuti, accelera l’inchiesta. Cerroni sarà interrogato già dalla prossima settimana. Nei guai fino al collo anche Piero Marrazzo.  Quattro anni dopo lo scandalo che da Presidente della Regione lo aveva travolto nel 2009, il giornalista finisce di nuovo sotto i riflettori della cronaca.  Era tornato sui teleschermi  appena 2 mesi fa, con il programma “Razza umana”, in onda in seconda serata su Rai2.  Ma ora degli studi televisivi  finisce dritto fra i 21 indagati dell’inchiesta su Cerroni. Il “Vecchio” come lo chiamano taluni. Un uomo che ha sempre avuto rapporti di familiarità con i politici. E che cosa c’entra Marrazzo con il patron di Malagrotta? Nel provvedimento del gip Massimo Battistini l’ex Governatore è citato in un capo d’imputazione piuttosto serio: abuso d’ufficio e falso, insieme a Cerroni, e a Luca Fegatelli, fino al 2010 capo della Direzione regionale Energia, uno dei 7 agli arresti domiciliari.

Marrazzo finisce fra gli indagati in relazione all’emanazione di un’ordinanza (22 ottobre 2008) che consentiva al consorzio Coema di avviare “l’attività per la realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione di Albano Laziale”. Ordinanza, però, ritenuta dal gip “illegittima in quanto il Commissario straordinario ai rifiuti (lo stesso Marrazzo, ndr) aveva cessato i suoi poteri il 30 giugno 2008 e Marrazzo, che aveva emanato quell’ordinanza, era pertanto divenuto incompetente”. Lo scopo, secondo il gip, era “consentire di iniziare la realizzazione dell’impianto entro il 31 dicembre 2008 (cosa altrimenti impossibile in assenza di autorizzazione ambientale, ancora in istruttoria) e così non decadere dagli incentivi pubblici denominati Cip 6, la cui elargizione era condizionata a detto requisito”. Marrazzo ieri ha affermato in una nota “la sua assoluta estraneità ai fatti”. Vedremo che cosa accerterà il filone d’inchiesta che lo riguarda. Per ora resta fra i 21 indagati.

La Regione, però, sembra coinvolta fino al collo nell’inchiesta. Fra  gli arrestati, figurano infatti: Bruno Landi, ex governatore del Lazio (1983-84);  Fegatelli; e Raniero De Filippis, altro ex dirigente regionale.   L’ultima arriva dal Davino  Amore. “Avevamo ragione noi!” dicono dal Presidio No Discarica Divino Amore, che dall’estate si batte con le unghie e i denti per impedire che la discarica Ecofer si allarghi fin sotto il Santuario. Il Presidio oggi ha diramato un comunicato: “Dall’inizio della nostra battaglia avevamo posto un forte accento sulle tante e gravissime illegittimità delle autorizzazioni della discarica. Gli arresti di Fegatelli e De Filippis, rispettivamente ex responsabile direzione regionale Energia e ex dirigente regionale Infrastrutture e ambiente, confermano la nostra convinzione che chi ricopriva posizioni di vertice negli uffici che hanno rilasciato quelle autorizzazioni non curava gli interessi della collettività. Una delle tante questioni che abbiamo segnalato alla Procura della Repubblica”. L’impressione è che l’inchiesta del gip stia muovendo solo i primi passi.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...