In manette Cerroni, finisce un’era

Pubblicato: 9 gennaio 2014 in Attualità

Questa mattina è stato arrestato dai carabinieri Manlio Cerroni, il re delle discariche. L’accusa è di quelle pesanti: associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti.  Il provvedimento è stato firmato dal gip su richiesta della Procura di Roma. Con il patron di Malagrotta sono finite in manette altre 6 persone. Fra questi ci sono nomi importanti: l’ex presidente della Regione Bruno Landi; Luca Fegatelli, fino al 2010 a capo della Direzione regionale Energia; il manager Francesco Rando, storico braccio destro dello stesso Cerroni, e l’imprenditore Piero Giovi.

A tutti sono stati concessi gli arresti domiciliari. Cerroni, proprietario dell’area della discarica di Malagrotta, è da anni un personaggio di  primo piano di Roma, in rapporti di familiarità con tutti quelli che contano. Ricco e soprattutto temuto. Negli ambienti dalla Procura che indaga da tempo sulla gestione dei rifiuti di Roma, non a caso è  chiamato  il ‘Supremo’.

Il patron, più comunemente  chiamato dal popolo ‘il re della monnezza’, 87 anni, originario di Pisoniano, è presidente della  Co.La.Ri., l’azienda che ha gestito per oltre 30 anni la più grande discarica d’Europa (250 ettari), Malagrotta, dov’è finita per anni e anni l’immondizia di Roma, di  Fiumicino e perfino del Vaticano.  Grazie a questa montagna di rifiuti Cerroni è diventato ricco e importante. Creando un impero, ben oltre i confini di Roma. Direttamente, o attraverso società intestate ai familiari,  Cerroni è arrivato a gestire il trattamento dei rifiuti in mezzo mondo: Brescia, Perugia, Albania, Romania, Norvegia, e perfino l’Australia.  Negli ultimi tempi però la magistratura gli ha creato qualche problema, con parecchi filoni d’indagine: l’inquinamento delle falde acquifere di Malagrotta, i lavori non autorizzati a Monti dell’Ortaccio… Le ipotesi di reato, sempre le stesse: traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere, truffa. Ma se l’era sempre cavata. Oggi invece la mazzata  finale. Il 1° ottobre 2013 aveva chiuso ufficialmente Malagrotta. Adesso invece si chiude in tutta evidenza l’era Cerroni.

Nell’ordinanza, il gip ha disposto anche il sequestro di  10,9 milioni di euro nei confronti della Pontina Ambiente Srl e di 7.9 milioni nei confronti della Giovi Srl. Ad arrestare Cerroni sono stati i carabinieri del Noe,  Nucleo operativo ecologico, agli ordini del colonnello Sergio De Caprio, più noto all’opinione pubblica come ‘Ultimo’ , il nome in  codice dell’ufficiale che nel 1993 catturò Totò Riina. Nella foto l’unica immagine pubblica che si ha di ‘Ultimo’: la sua mano.

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