Legambiente: in Italia scuole vecchie, poco sicure, malandate

Pubblicato: 8 gennaio 2014 in Attualità

Oltre il 60% delle scuole in Italia sono in età vetusta, costruite prima del 1974.  Il 37,6% necessita di interventi di manutenzione urgente e il 38,4% si trova in aree a rischio. E’ quanto emerge dal rapporto Ecosistema Scuola, XIV edizione, presentato questa mattina da Legambiente, che ha monitorato 5.301 edifici scolastici di competenza dei comuni capoluogo di provincia.

Le scuole in Italia sono vecchie. I  dati dell’associazione ambientalista sono inoppugnabili.  Il 62% sono state costruite prima del 1974, data dell’entrata in vigore della normativa antisismica.  Appena il 4,8% sono state edificate  dopo il 2001.  Ma non è solo questione di età avanzata. Gli edifici, secondo Legambiente,  sono soprattutto malandati. In parecchi casi addirittura fatiscenti. Il 37,6% delle scuole in Italia   necessita di manutenzione urgente. Appena il 56% degli istituti hanno ricevuto interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni. Considerato che si tratta di un quinquennio, significa che solo 1 edificio su 10 ha la fortuna di vedere in un anno qualche operaio.

Vecchie e malandate le scuole nel Bel Paese , ma anche insicure. Una su due (il 40%) sono prive del certificato di agibilità statica. Buio pesto anche sul piano della prevenzione, il 38,4% si trova in aree a rischio sismico e idrogeologico. E non va meglio neppure riguardo il rischio incendi, in quanto il 60% degli edifici non ha neppure il certificato di prevenzione incendi.  In lieve crescita rispetto agli anni  passati, invece,  i dati sull’accessibilità: il 16,4 % ha realizzato interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Il dossier segnala anche la disparità di investimenti per la manutenzione straordinaria e ordinaria. Nel 2012 l’investimento medio per la manutenzione straordinaria ad edificio scolastico è stato di 30.345 euro contro i 43.382 del 2011.  Nel nord  la media degli investimenti per la manutenzione straordinaria è stata quasi 3 volte quella del sud, nonostante vi sia più necessità di interventi nel meridione legata alla fragilità del territorio, al rischio idrogeologico, sismico e vulcanico. Insomma, da Roma in giu non resta che toccare ferro.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...