Al via i saldi 2014. Ma atteso calo delle vendite del 12,5%

Pubblicato: 2 gennaio 2014 in Attualità

Saldi invernali 2014, ci siamo! Per gli amanti dello shopping è iniziato il conto alla rovescia.  In quasi tutta Italia le vendite promozionali, – con  sconti del 30-40%, in qualche caso anche qualcosa in più, – inizieranno il sabato precedente la Befana, ossia il 4 gennaio. Ma la Campania anticipa i saldi già da oggi 2 gennaio, mentre in Sardegna sono già partiti il 6 dicembre. In realtà. denuncia il Codacons, l’associazione di tutela consumatori, “otto negozianti su dieci a Napoli, Milano e Roma sottobanco hanno lanciato i ribassi già il 30 dicembre”.

Per attirare i clienti si ricorre a tutto. C’è chi mette vistosi richiami promozionali in vetrina, chi offre  tessere sconto gratuite valevoli per 6 mesi, chi promette ulteriori sconti al momento di andare in cassa. La paura, anzi il terrore, dei negozianti, insomma, è di andare incontro  all’ennesimo flop. In realtà tutti gli indicatori economici sono d’accordo nelle previsioni: solo il 35% delle famiglie italiane quest’anno prevede di fare qualche acquisto durante i saldi invernali. La spesa media delle famiglie non supererà in ogni caso la quota di 200 euro. Una cifra piuttosto esigua, ma la crisi non consente di tirare altro dal portafogli.

Il Codacons lancia l’allarme: “Le vendite sul territorio nazionale in regime di saldi segneranno una riduzione media del -12,5% rispetto ai precedenti saldi invernali, ma raggiungeranno punte del -30% nelle città del Sud Italia”.  “Far partire i saldi subito dopo Natale è stata una scelta suicida, – spiega Carlo Rienzi, presidente dell’associazione, – perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle spese per le festività natalizie e di Capodanno. Tutti gli indicatori economici ci dicono poi che le famiglie hanno drasticamente tagliato i consumi addirittura nel settore alimentare, e rinunciano  ai beni non indispensabili. I saldi diventano quindi sempre più un lusso per ricchi e non a caso – prosegue Rienzi – gli unici negozi che nonostante la crisi registrano vendite sono le boutique d’alta moda”.

E neanche tanto. In Lombardia, ad esempio, quello appena concluso è stato l’anno nero del fashion system: “Il 2013 ha registrato la chiusura di oltre 11.900 imprese della distribuzione moda, al ritmo di 1.000 negozi chiusi ogni mese” sottolinea la Confesercenti lombarda.

I saldi in ogni caso permetteranno ai consumatori di rinnovare un po’ il guardaroba. Sarà caccia all’affare, l’occasione per realizzare qualche piccolo sogno. Abbigliamento, calzature, borsette, portafogli, in cima alla lista dei desideri. Anche chi non è particolarmente amante dello shopping, andrà a caccia dello sconto. Ma attenzione alle fregature!  Regola d’oro, conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare; il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Seconda Regola: diffidare degli sconti superiori al 50%, che spesso nascondono veri fondi di magazzino; un commerciante non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.

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