Forconi a p.zza del Popolo. Chi è Calvani?

Pubblicato: 18 dicembre 2013 in Attualità

La protesta dei Forconi arriva davanti, o perlomeno molto vicino, ai palazzi del Potere, con la manifestazione a Roma, in piazza del Popolo.La piazza è piena di bandiere tricolori. Sembrano a occhio 4-5mila persone. “Siamo arrabbiati, ma non violenti” dicono. “La nostra è  una rivoluzione costituzionale, voluta dal popolo” afferma Danilo Calvani, il leader dei falchi che ha voluto la manifestazione.

Siamo in presa diretta, a vedere che succede. Ci sono gli studenti che cantano   l’inno di Mameli. E c’è anche una  delegazione di Casa Pound, con manifesti pro Simone Di Stefano, arrestato due giorni fa per aver tentato di rimuovere la bandiera dell’Unione europea dal palazzo in via IV Novembre. “Noi siamo gli italiani che non si arrendono” dicono quelli di Casa Pound.

Ma chi sono i falchi del movimento dei Forconi, i fedelissimi di Calvani?  Due pullman sono giunti da Latina, con striscioni e bandiere. Tutta gente delle sue parti, che lo conosce bene.  “Chi oggi non è venuto ha già perso – dice uno  -, noi siamo qui per combattere anche per loro”. Tra quelli che scendono dai pullman, con la faccia arrabbiata, ci sono negozianti, qualche contadino, tanti disoccupati: “Non chiamatela Marcia su Roma, non siamo fascisti: siamo italiani”, dicono. Non sarà una Marcia su Roma, ma qualcuno dei Forconi, segnatamente dal Veneto e dalla Sicilia, accusa Calvani di essere l’anima nera del movimento. Lui, uno dei tre portavoce ufficiali dei Forconi, non si scompone: la manifestazione l’hanno voluta da 40 località d’Italia, dice.

Cinquantuno anni ben portati, contadino di Pontinia, piccolo centro   in provincia di Latina,   è fiero “del lavoro fatto in 9 mesi”, aggiunge. Ma chi è  realmente Danilo Calvani, un nome sconosciuto ai più  fino a pochi giorni fa? “Ero un imprenditore  – racconta – prima di essere sommerso dai debiti e dalle cartelle esattoriali di Equitalia”. La sua vicenda? Nel 2001 acquista per 1, 5 milioni un’azienda agricola,   assume lavoratori stagionali. Un anno dopo gli arrivano le prime contestazioni dall’Inps per contributi pensionistici non pagati. Poi sulla scena entra Equitalia. Il resto è facile immaginarlo. Su di lui oggi pende un’ingiunzione di pagamento di 140mila euro, la sua azienda è stata messa all’asta per un importo di pari valore. E’ nel libro nero di tutte le banche per fatture non saldate.

Una situazione comune a tanti piccoli imprenditori azzoppati dalla crisi. “Il 16 marzo nella cella frigorifera della mia azienda, fra amici ci siamo parlati – racconta – Lì abbiamo deciso che non si poteva sopportare oltre”. E lì, spiega, sempre in quella cella, dopo un lungo tour per l’Italia, il 6 ottobre è  nato il ‘Coordinamento 9 dicembre’. Dapprima un centinaio di persone, “poi in pochi mesi, sono diventati tanti da non poterli più contare” aggiunge. Calvani non ha un  passato politico. Non ha mai preso una tessera di partito. “Ho votato Dc e Psi –  dice   – Ma poi mi sono pentito, perchè ho visto che sono finiti  tutti in galera. Negli ultimi anni ho votato Forza Italia e  Verdi.   Ci vogliono far passare per violenti, per fascisti. Ma non è così, siamo solo arrabbiati,  non siamo estremisti”.  Tanto è vero che ha detto no alla presenza di Forza Nuova e Casa Pound a piazza del Popolo. Però, quelli di Casa Pound sono venuti lo stesso.

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