Usura, testimonianza-chock in esclusiva

Pubblicato: 4 dicembre 2013 in Attualità

ESCLUSIVA

Marcello Viaggio – E’  difficile che una vittima dell’usura racconti la propria vicenda, la tragedia che lo costringe a vendere tutto,  a  perdere l’azienda, la casa, a volte perfino quella  dei genitori. Ancora più difficile che la vittima ci metta la faccia, nome e cognome. Il protagonista di questa intervista lo ha fatto, in un’intervista esclusiva a chi scrive, a tratti drammatica.

Per Francesco O., 47 anni, ex imprenditore edile nell’Italia Centrale, la storia inizia intorno al 1998.  “Sono entrato in contatto con queste persone per un piccolo sussidio finanziario”.  Per quanto tempo è andata avanti? “Dal 1998 al 2007. Pagavo circa 10mila euro al mese. E’ stato accertato il reato di usura per tassi di interesse fra il 120  e il 127%  annuo”. Come si proteggono gli strozzini dalle denunce? “E’ molto, molto difficile, dimostrare il reato di usura ed estorsione. E  anche quando ci si riesce, di solito il provvedimento di fermo non supera mai le 24-48 ore”. Un paio di notti in cella, e di nuovo in giro, insomma. Quanto le hanno portato via?  “La Prefettura ha accertato che nel giro di appena 4 mesi ho depositato su due conti correnti (uno personale e uno societario) 270-280mila euro. Nei giorni successivi sono stati prelevati 330mila euro e incassati da persone del mondo dell’usura. Ho documentato ogni versamento ed ogni prelievo, per incastrarli”.

A quanto ammontava il debito iniziale? “A 2 milioni e 800mila lire”.  Una cifra esigua per un imprenditore. Lei non sospettava nulla? “All’inizio fila tutto liscio. Gli interessi sono alti, ma in genere su piccole cifre. I problemi nascono quando uno non ce la fa a pagare, a quel punto più cresce il debito e più sale l’interesse. Faccio  un esempio. Supponiamo che io debba restituire 1.000 euro al mese, a un tasso del 40%. Ossia 400 euro d’interesse. Se pago solo 200 euro, il 40% si calcola su 1.200. Quello che si deve, va a sommarsi al prestito iniziale”. 
Insomma, un meccanismo  perverso, gli interessi si moltiplicano sempre.  Ma lei quando ha iniziato ad avere paura sul serio? “Le minacce iniziano quasi subito. Prima vogliono farti entrare nel giro. Finchè resti “sul limite”  usano modi gentili”.  Mandano qualcuno dalla faccia buona, intende? “Sì, finchè sei solvibile  sei uno da trattare bene. Poi iniziano le minacce pesanti, gli attentati. E le cose possono degenerare…”. Fino a che punto? “Nel mio caso hanno preso a  farsi vedere a scuola dai miei figli. E lì mi sono spaventato, ho capito che dovevo denunciarli”.
Lei adesso vive sotto protezione? “No, assolutamente. Questa è una cosa da chiarire, non si ha la protezione di nessuno. La protezione te la devi cercare e dare da solo. Chi intraprende questo percorso non ha idea di quello che si troverà di fronte. Si comincia già in Prefettura. Dopo la denuncia gli adempimenti burocratici  sono infiniti, c’è un sacco di tempo da aspettare. E intanto chi denuncia, perde anche quel minimo di liquidità di cui dispone”. Da parte delle banche? “No, quelle sono già sparite da un pezzo. Per via della magistratura, che blocca tutto, anche i conti dei parenti stretti. Chi denuncia, da quel momento non avrà più neppure 10 euro in tasca per fare la spesa. E’ completamente bruciato”.
Sta descrivendo un viaggio nell’abisso. ”Be’, non sono pochi gli imprenditori che alla fine si suicidano, in genere lo fanno dopo che hanno sporto denuncia”.
E’ facile finire nelle maglie dell’usura? “Sì,  anche per pochi soldi.  La maggior parte servono a mantenere un certo tenore di vita, per le vacanze o i regali”. Chi sono gli usurai? “Di solito piccoli malviventi.  Nel mio caso invece erano personaggi legati al crimine organizzato, alcuni sono stati arrestati per narcotraffico. Con i soldi dell’usura, compravano la cocaina per  il traffico di stupefacenti”.
Lei adesso che fa, che prospettive ha? “Io lavoro, ma non faccio più l’imprenditore. non posso!”. Il peggio per Francesco O.  è alle spalle. Ma come lui ce ne sono decine di migliaia.  Sapevano all’inizio a che sarebbero andati incontro? Quasi sicuramente no.

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