Sesso protetto con i… Bitcoin

Pubblicato: 3 dicembre 2013 in Attualità

Niente contanti, per il sesso a pagamento meglio i soldi virtuali! Il nome è: Bitcoin. Ovvero soldi digitali. E’ la nuova frontiera per chi vuole pagare le prestazioni senza portarsi appresso i contanti, o incassare senza dare nell’occhio alla guardia di finanza con eccessivi movimenti sul conto. E già, perché mettiamoci pure nei panni di una escort: come si giustificano introiti a 3-4 zeri, senza un lavoro dichiarato e senza pagare un centesimo di tasse? 

E i Bitcoin come sono spuntati fuori? Per ora se ne parla solo sottovoce. “Sarà la crisi, sarà che l’hi tech avanza, saranno tutte e due le cose insieme, fatto sta che anche il mondo dell’eros si sta adeguando – si legge sul sito Sex and Rome – Usati da vip e imprenditori per non essere  ‘tracciati’, i bitcoin stanno diventando la nuova moneta per riciclare affari illeciti, e anche per il sesso”.

Che cosa sono non è facile da spiegare. Non possiamo infilarceli in tasca, ma finchè c’è gente che ci crede e li usa sono soldi reali. A dare il via alla crypto-moneta è stato nel 2009, appena 4 anni fa, un giapponese, noto solo con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Per entrare nel mondo della cyber-finanza bisogna aprire un conto in Bitcoin, scaricando dal web un programma (BitCoin Wallet).  Dopo di che i soldi possono essere salvati su un un personal computer o un tablet  sotto forma di portafoglio. Niente nome e cognome, anonimato assoluto. Serve solo una password. Per pagare basta un click.  bitcoin-230668_tn

Si dice che sia la moneta della mafia russa e cinese (armi, droga, riciclaggio di denaro). Ma se ne servono anche i vip, e in certi stati – Usa, Giappone, Canada – ci sono negozi che l’accettano. In Italia, invece, sta facendosi rapidamente strada  nel mercato del sesso.  “Sono stato contattato da un’imprenditrice svizzera – racconta Pascal, un gigolò romano, a Sex and Rome – Durante la cena, tra una chiacchiera e l’altra, scopro che anche lei, come me, ha investito nei bitcoin”.  “Passiamo all’albergo – continua Pascal –  e, fatto il mio lavoro di gigolò, lei prende il suo iPad, mi chiede il numero del conto e mi fa un versamento”.  Dieci bitcoin sul portafoglio, che corrispondono a circa 1.000 euro.  “Sul momento rimango stupito ma poi accetto. Non male per una serata, penso.…”. Lei, poi, gli confessa che molte sue amiche stanno cominciando ad utilizzare questa moneta per i pagamenti.  

Tutto rapido, sicuro. E soprattutto nel più totale anonimato verso il fisco. Romina, un’escort molto richiesta, confessa su un sito specializzato di incontri: ”Ho dovuto aprire un conto in bitcoin. Molti clienti preferiscono questo pagamento, si sentono più sicuri di non essere beccati dal fisco. E io ci guadagno di più rispetto al pagamento in contanti, perché in genere versano sempre un 20% in più per l’incertezza del cambio”. Per curiosità diamo un’occhiata a un settimanale di annunci gratuiti, a Porta Portese. Eccone uno: “Accompagnatrice, si accettano bitcoin”. Eh, sì, è proprio vero. Anche il mestiere più antico del mondo è al passo col tempo! L’articolo è  stato pubblicato anche su  ScelgoNews.

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