Usura, Roma capitale degli strozzini

Pubblicato: 17 novembre 2013 in Attualità

Usura, è Roma, fra tutte le città italiane, a detenere il record per i tassi d’interesse più alti. In alcuni casi, afferma l’associazione Libera, si sfonda addirittura il tetto del 1.500%  all’anno. Giovedì il sindaco Ignazio Marino ha affermato nel corso di un convegno: “A Roma e nel Lazio i dati sono allarmanti: l’usura e’ cresciuta del 158% negli ultimi 12  mesi. L’aggravarsi della situazione economica nel nostro paese ha determinato negli ultimi anni una crescita esponenziale del sovraindebitamento e dell’usura. A Roma famiglie, imprese e commercianti, non potendo più ottenere credito dalle fonti ufficiali, si rivolgono sempre più a criminali che lucrano sulle difficoltà e le sofferenze personali”. “Oggi a spaventare di più è il fatto che tra le vittime finite nelle maglie degli strozzini ci sono sempre più giovani” ha concluso il sindaco.  Niente, Marino non ha detto altro.  Abbiamo riportato praticamente per intero il suo intervento.  Ma in concreto?  A quello ci ha pensato l’assessore alle attività produttive, Marta Leonori: “Attiveremo uno sportello anti-usura in ciascuno dei 15 Municipi, che offriranno aiuto e consulenza gratuita, e saranno coordinati da un ufficio centrale presso il Dipartimento attività’ economiche”.  E’ tutto.  

Peccato che gli sportelli anti-usura nei Municipi esistono già da  qualche anno. Una stanza, 3-4 ore a settimana. Niente linea telefonica, nessuno stanziamento, gli sportelli sono gestiti il più delle volte da volontari delle associazioni commercianti. Che raccolgono qualche segnalazione, buona al più per arricchire le statistiche.  In concreto, niente. La realtà è che, tranne qualche rara eccezione (che si conta solo fra le onlus), il cittadino che si impiglia nelle maglie dell’usura, non riceve aiuti da nessuno. E’ solo. 

Solo contro un nemico organizzato, potente. Un nemico che in genere conta su commercialisti, studi legali, insospettabili impiegati di banca.  Il giro d’affari degli strozzini, in Italia, è di centinaia di milioni di euro. Un business a 5 zeri.   Eppure nel 2012 appena trascorso, le denunce  sono addirittura diminuite. “Secondo i dati della Dia, la Direzione investigativa antimafia, i reati di usura  in Italia nel 2011 sarebbero stati solo 230 – afferma Lino Busà, presidente di Sos Imprese, aderente a Confesercenti – un risultato che porterebbe a dire che l’usura non esiste. E invece si tratta di un fenomeno vasto e pervasivo”.  Due settimane fa la Guardia di finanza di Roma ha arrestato 15 persone legate al clan dei Casalesi, base operativa Acilia, accusate di usura, estorsione, detenzione illegale di armi. Ai malviventi sono stati sequestrati beni per 30 milioni di euro. 

Secondo Confesercenti, nel Lazio  più di un commerciante su tre è vittima degli strozzini. Ma la maggior parte continua a pagare in silenzio. Molti si arrendono per sfiducia nella giustizia, e anche perché il percorso per accedere ai benefici previsti dalla legge è lunghissimo.  “Alcuni non capiscono neppure di essere vittime del racket”  spiega Libera: “Sono quasi riconoscenti agli strozzini per l’aiuto economico che ricevono. In altri casi  evitano la denuncia per paura”.  Impossibile per il singolo lottare da solo contro il racket,  le false finanziarie,  i malavitosi di quartiere,  i clan  legati alla camorra e  ben ramificati. E allora? Gli sportelli nei Municipi, con qualche vademecum made Ignazio Marino? Servirebbe ben altro.  

commenti
  1. FILIPPO scrive:

    denunciare un usuraio è molto pericoloso perchè ti espone a ritorsioni inimmaginabili. Le associazioni antiusura devono essere adeguatamente supportate dalle forze di polizia che molto spesso finiscono a brancolare nel buio per omertà e mancanza di prove certe, con l’inevitable archiviazione. Serve più personale e inoltre…dove sono finiti i fondi antiusura???

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