Intervista Ciocchetti: “Marino? Il Pd non lo seguirà all’infinito!”

Pubblicato: 5 novembre 2013 in Attualità

ESCLUSIVA

Marcello Viaggio – In affanno il sindaco Ignazio Marino.  Stretto fra l’emergenza economica, le proteste di piazza ed una maggioranza traballante,  è il sindaco di Roma. Ma lo sarà anche nel 2014? Lo chiediamo a Luciano Ciocchetti,  già vicepresidente alla Regione Lazio con la Polverini, oggi leader del movimento  Idee più Popolari.  Dopo avere lasciato l’Udc,  vanta un forte feeling politico con Giorgia Meloni, e si dice oggi  pronto a creare  “un nuovo soggetto politico di centrodestra, che a Roma e nel Lazio conterebbe già su un elettorato superiore al 10%”.

“Marino va per la sua strada, –  dice a NoiRoma2013 – non credo che in tanti nel Pd siano disposti a seguirlo all’infinito. E soprattutto non si capisce che cosa voglia fare per fronteggiare la crisi dell’economia cittadina”.

In compenso, però, il sindaco lancia un proclama dopo l’altro. L’ultimo è di smantellare via dei Fori Imperiali. Un progetto appoggiato dal quotidiano La Repubblica e da Legambiente, ma sonoramente bocciato dai residenti.
“L’idea non solo è bocciata dagli abitanti, ma dalla stessa storia archeologica e monumentale di Roma. A parte i soldi che richiederebbe un intervento del genere, soldi che Marino non ha,  significherebbe, per come è fatto il centro storico, paralizzare la circolazione.  Già 20 anni fa, quando era sindaco Rutelli, qualcuno lanciò la proposta, ma ben presto si comprese che era una cosa difficile da realizzare e l’idea fu abbandonata”.  
Ma allora perchè Marino la rilancia? Non sarà che conosce poco la città? “Anche. Ma in realtà deve nascondere il vuoto di tutto il resto. Non sa come rilanciare l’economia, tenere in piedi i servizi essenziali,  fare la manutenzione stradale….E allora, che fa? S’inventa la finta pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali. Che è in realtà solo una corsia preferenziale, ma di cui tutti i media del mondo hanno parlato. Era il suo scopo”. E adesso vuole fare il bis? “Sì, vuole strizzare l’occhio all’intellighentia radical-chic della città, che lo protegge.  Ma soprattutto far dimenticare la sua debolezza politica e le divisioni interne alla maggioranza. E’ arrivato al punto da chiedere il sostegno dell’opposizione per approvare in tempo il bilancio. Da solo non ce la farebbe”.
Il bilancio approvato in giunta l’altra notte comporta tagli per 223 milioni a beni e servizi. Marino non ha aumentato l’Irpef, ma ha colpito duro lo stesso per fronteggiare i debiti di cassa.
“Intanto va detto con chiarezza che il debito del Comune  è raddoppiato. Quando Alemanno ha lasciato il Campidoglio il passivo era stato certificato in circa 400 milioni. L’inerzia della giunta e le tante assunzioni di dirigenti  hanno fatto sì che il debito lievitasse a 867 milioni. Ma i veri problemi  cominceranno da gennaio, quando si dovrà affrontare il preventivo del 2014. Allora sì che comincerà la battaglia politica, si capirà  che cosa vuole veramente fare di questa città Marino. Se vuole rendere la vita più facile ai romani, oppure opprimerli sotto la scure fiscale”.
Allude all’aumento dello 0, 3 % dell’addizionale Irpef? Ma i romani già pagano l’Irpef più alta di tutti in Italia, no?
“Sì, è la famosa tassa Veltroni. Nel 2008 i 12 miliardi e passa di debiti che gravavano sul bilancio, sono stati inseriti in una gestione commissariale e pagati con la maggiorazione dell’Irpef dello 0,4%. Ma a pagare sono i cittadini, non il Comune. Marino non ha aumentato l’addizionale Irpef, è vero. Ma tanto lo farà il prossimo anno. Come pretende l’assessore al bilancio Daniela Morgante”.

Ma nel 2014 l’assessore al bilancio sarà ancora lei? Il suo è uno dei tre nomi che si danno per uscenti nel rimpasto di giunta dopo la manovra.  “Questo non lo so, non faccio parte della maggioranza. So che la giunta è scollegata dallo stesso consiglio comunale.   Marino va per la sua strada, ma non credo che in tanti nel Pd siano disposti a seguirlo all’infinito. L’edilizia e bloccata, il commercio pure…..Non si capisce che cosa l’amministrazione  voglia fare per fronteggiare la crisi dell’economia cittadina”. E’ in affanno anche la Metro C… “.  C’è chi nella giunta e nel Pd chiede di bloccarla a San Giovanni. Sarebbe l’ultima follia. L’opera è utile se collega da una parte all’altra la città, fermarla a metà non avrebbe senso”.

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