L’attesa delle…liste d’attesa

Pubblicato: 14 ottobre 2013 in Attualità

Marcello Viaggio – Tempi biblici per le prestazioni diagnostiche della sanità pubblica nel Lazio. Le richieste maggiori del cittadino sono per  Risonanze magnetiche, Tac, ecografie. E sono proprio qui le attese più lunghe. Per un Ecodoppler agli arti superiori e inferiori, può capitare di aspettare, in alcuni distretti anche della capitale, più di un anno. Per un esame fondamentale come quello del Fondo oculare si arriva a 240 giorni al presidio di Ladispoli.

Ma adesso nel Lazio, con Nicola Zingaretti, c’è l’attesa perfino…. delle liste d’attesa. Puff!  Sono ferme da oltre 5 mesi. Alla faccia della trasparenza.   Basta verificare. E’ sufficiente andare sul web all’indirizzo http://www.regione.lazio.it/rl_sanita/tempiattesa/tq.php.

I preziosi numeri del Re.Cup, il centro unico di prenotazione regionale, che indicano quanto si deve aspettare per le principali visite e prestazioni diagnostiche, sono fermi a maggio 2013.  In pratica con l’avvento di Zinga alla guida della Regione Lazio è in lista d’attesa perfino un servizio prioritario di trasparenza come questo. Le cose vanno meglio o peggio? E chi lo sa.  Uno prima poteva organizzare una conferenza stampa, mettere sotto accusa il Governatore o l’assessore alla sanità per i ritardi biblici del servizio regionale. Ora niente più numeri, niente più liste d’attesa. La polvere è finita sotto il tappeto. Ovviamente il Re.Cup non c’entra niente. Il proverbio lo dice chiaramente: l’asino va, dove vuole il padrone.

Non ci resta che gettare un ultimo sguardo ai dati di maggio 2013.  E sono numeri da brivido. Per la Mammografia Bilaterale, uno degli esami più richiesti in assoluto (ben 12.147 prenotazioni nel mese di maggio), l’attesa è di 123 giorni a via Garigliano, 142 a largo Rovani, 189 (oltre 6 mesi) al poliambulatorio di Acilia, distretto natale – guarda un po’ ! – del ministro alla salute Beatrice Lorenzin.  Ma ancora niente rispetto  ai 307 giorni di via della Lucchina, Ottavia, (Asl RmE), ai 293 di  via Fabi a Frosinone, ai 300 del presidio ospedaliero di Formia (Latina). In altre parole, 10 mesi.  In questi ultimi distretti, insomma, si aspetta da maggio fino a febbraio 2014, di fare prima non se ne parla neppure. Non basta un calendario, ce ne vogliono due: uno del 2013, uno del 2014.  Altro che la pazienza di Giobbe!

Molte, è presumibile, rinunciano.  Eppure lo screening annuale  dimezza la necessità di un intervento chirurgico per il cancro al seno nelle donne sopra i 40 anni. Lo affermano centri autorevoli internazionali come Radiological Society of North America e London Breast Institute.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...