Ripa di Meana: “Proteste, manifestazioni… Marino arriverà a Natale?”

Pubblicato: 3 ottobre 2013 in Attualità

ESCLUSIVA

Marcello Viaggio – “Fermare la strage di alberi!”. Non si placano le proteste dei comitati cittadini in zona San Giovanni. Oltre 300 alberi rischiano di essere abbattuti per i lavori della tratta T3 della Metro C, tra cui piante secolari a ridosso delle mura antiche.  L’ultimo appello l’hanno consegnato al sindaco pochi giorni fa i bambini dell’associazione “Respiro Verde”.

NoiRoma2013 ha intervistato in esclusiva Carlo Ripa di Meana, già ministro dell’Ambiente, già portavoce nazionale dei Verdi e fino a pochi mesi fa presidente di Italia Nostra.   Trecento platani, pini, lecci fra pochi giorni saranno tagliati dalle motoseghe per far posto alla Metro C.  I primi 10-20 sono stati già segati.  La gente è pronta a incatenarsi agli alberi pur di salvarli. Come la vede?  “Siamo appena al termine dei primi 100 giorni di Marino, ma Roma registra un dissenso impressionante, una protesta senza precedenti. Sui rifiuti, sul traffico, sul taglio degli alberi. Fino ad arrivare alla protesta di queste ultime ore sul nuovo comandante dei vigili urbani”.

Già finita, insomma, la luna di miele dei primi 3 mesi? “A me pare una situazione senza precedenti. Al punto che non escludo assolutamente l’ipotesi di un repentino collasso dell’amministrazione appena insediata al Comune. Vedo ogni giorno di più moltiplicarsi le proteste, le preoccupazioni, il distacco dei cittadini. Mi chiedo se  Marino riuscirà ad arrivare a fine anno, a Natale, o se la sua esperienza di sindaco per allora non sarà prematuramente già conclusa…”.

Quando parla di rifiuti, immagino si riferisca alla protesta del Presidio del Divino Amore. “E già, proprio quella”. Il sindaco ha mandato una lettera ai romani, assicurando che la situazione dei rifiuti a Roma è sotto controllo. Peccato che i cittadini che protestano – dal Divino Amore al Comitato Esquilino a Trappola per Fori – a Marino  lo vedono solo in tv. In mezzo alla gente non ci va mai.  “E’ proprio questo il punto.  Trovo addirittura toccante che lui, ormai con l’acqua alla gola, ipotizzi , mi pare per maggio, di bandire la motorizzazione a Roma all’interno del Raccordo Anulare. Mi sembrano, diciamo, le fantasie futuribili di chi non si rende conto di essere alle prese con una situazione ingovernabile. Dopo i primi 100 giorni, ne ha chiesti altri 100  prima di essere giudicato. Ma riuscirà ad arrivarci? O sarà già prima di allora costretto a lasciare il Campidoglio?”. Forse non lo farebbe del tutto a malincuore, però, ci ha pensato?  Marino non è neppure di Roma. Si dice che qualcuno del suo partito abbia addirittura voluto spedirlo all’ombra del Colosseo per toglierselo dai piedi negli scenari nazionali. Il sospetto è legittimo, no?  ”Be, certamente lui ha cercato di procedere in tandem con Renzi, questo non è stato particolarmente gradito da una parte del Pd. Ho trovato spesso un connotato naif della sua gestione del potere in città. Non possiamo dimenticare  le dichiarazioni del vicesindaco sulle foibe. Una caduta e una svista gigantesca. Chi doveva spiegarlo al vicesindaco? Ma poi possiamo dimenticare che al ballottaggio hanno votato solo 45 romani su 100? La giunta Marino ha una fragilità mai vista in passato”.

Ritorniamo a San Giovanni. La Soprintendenza  nel 2009 aveva dato l’ok a un progetto esecutivo per i cantieri, in cui non si parlava del taglio di alberi. “E’ la stessa situazione che ha visto Italia Nostra  battersi per scongiurare il taglio dei platani del lungotevere per il Sottopasso. Purtroppo la storia si ripete.  Io credo che la Soprintendenza dovrebbe impuntarsi e far valere le proprie scelte, visto che l’espianto a San Giovanni va contro il suo parere”.

Fin qui Ripa di Meana. C’è da precisare, senza nulla togliere a Italia Nostra, che a salvare i platani del lungotevere fu in realtà il comitato del Rione Borgo di Rosita Torre. Quando i cittadini scendono  in campo in difesa del territorio, quasi sempre vincono. Stessa battaglia vittoriosa fu fatta per gli alberi di corso Trieste. Quanto ai pini di San Giovanni, per ora gli assessori Estella Marino e Guido Improta  ne hanno sospeso l’abbattimento. Ma solo in alcune aree ristrette, e per pochi giorni. Poi si vedrà.

commenti
  1. costanza A. de R. scrive:

    Marino Marino, non mi meraviglierebbe se effettivamente fosse mandato a Roma per cacciarlo da dove era, non sarebbe la prima volta….America…Catania….e speriamo ora anche Roma! Indubbiamente lui, e la sua bicicletta sono degli incompetenti, non sanno da dove iniziare, e, cercando di copiare Renzi, ma Roma non è Firenze, stanno incappando in un errore dietro l’altro! Questa ultima sbandata degli alberi, potrebbe veramente essere la sua fine, ma, c’è un ma molto grande, quanti degli on. sarebbero disponibili a dimettersi perdendo la poltrona? E’ sempre questo il problema….Vorrei augurarmi che effettivamente i cittadini si incatenino agli alberi, vorrei veramente che Marino si facesse vedere tra la gente, e, forse si renderà conto che è meglio che lasci lui prima che ci pensino i romani prendendolo a calci!!

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