Schiavi del web, in cura al Gemelli

Pubblicato: 5 agosto 2013 in Attualità

Schiavi del web, dai 6 anni ai 90:  una vera malattia!  Gli esperti la chiamano  Internet addiction disorder. Colpisce a tutte le età. Fin dalle elementari molti  bambini passano più ore  al pc che all’aria aperta, denunciano i pediatri, con gravi rischi per la salute.  Un adolescente,  dopo 36 ore di seguito su internet, è stato trascinato al Pronto Soccorso praticamente in stato vegetativo.  E c’è chi al poker on-line in due notti è finito sul lastrico.

Al Policlinico Gemelli c’è la fila per disintossicarsi,  centinaia di persone sono in cura all’ambulatorio aperto dallo psichiatra Federico Tonioni fin dal dicembre 2009. Una struttura pubblica. Basta l’impegnativa del medico e prendere appuntamento.  Il 30% dopo il primo colloquio gira i tacchi, ma gli altri restano.

Chi sono?   Uno su dieci è dipendente patologico da Facebook,  il social-network che ha conquistato il mondo. Un boom inarrestbile. In Italia  si contano 14 milioni di utenti attivi ogni giorno, secondo i rilevamenti di Blogmeter.  Ogni mese gli utenti italiani cliccano 3 miliardi di “Like”, caricano 288 milioni di fotografie, e inviano 3,5 miliardi di messaggi privati. Fasce d’età prevalenti dai 36 ai 45 anni e dai 19 ai 24 anni.  Quelli in cura  al Gemelli, però, sono tutti  giovanissimi dai 14 ai 20 anni.   “Le famiglie ci telefonano angosciate” racconta Tonioni: “I figli non vanno più a scuola, non escono di casa, non ridono, non piangono…. Facebook non va demonizzato, va benissimo per socializzare. Ma senza esagerare,  altrimenti si sprofonda nella solitudine, nella psicosi”.  Notti insonni: 18-20 ore al giorno al pc.  C’è chi aggiorna di continuo il profilo, le foto. Ha migliaia di amici, chatta fino a notte fonda, basta un clic. Anche se la maggior parte neppure li conosce, non importa.  Uscire a prendersi il gelato? Meglio cliccare sul gruppo “gli amanti del gelato”. Uscire con una ragazza? E chi ce l’ha il tempo?  Uno ha creato un gruppo dal nome  “Avevo una vita…. Facebook  me l’ha portata via”. Il gruppo conta a oggi 150 membri..i…

La maggior parte degli adolescenti, però, sono letteralmente stregati dai giochi di ruolo.  Soprattutto i più violenti. L’uomo-tigre, Ken il guerriero, Mafia.  “Giochi accattivanti, seducenti, ma che possono dare il colpo di grazia se nascondono patologie pregresse” osserva il  professore. Basti pensare  al recente Repelay, dove lo scopo è adescare una ragazzina e stuprarla in gruppo. Lo psichiatra americano  Thomas Radecki afferma: “Quando qualcuno passa da 18 a 30 ore a settimana  a sognare  su  come uccidere, non deve sorprendere che desideri rifarlo nella vita reale!”.  Lo Schiller Institute di Washington DC mostra un lato ancora più allarmante: “I videogiochi violenti , quelli classificati con la lettera M,  danneggiano il cervello, forse definitivamente.  La strage della Columbine High School,  con 13 morti,  deve far riflettere:  i  due assassini/suicidi erano appassionati di giochi di ruolo”.

Maniaci di Fb, ragazzini drogati dai giochi di ruolo. Al Gemelli si curano con la terapia di gruppo, a volte con i farmaci. “L’essenziale è non privarli di botto di internet,  bisogna scalare le ore, come si fa con gli stupefacenti” avverte Tonioni, autore tra l’altro di un libro dal titolo “Quando internet diventa una droga”.  “E’ rivolto ai genitori – dice – Ho avuto in cura molti tossico-dipendenti, ma non ho mai visto reazioni violente come in certi ragazzi quando gli  tolgono internet”.

E gli adulti?  Al Gemelli c’è anche un gruppetto, attorno al 20%, di schiavi del gioco d’azzardo. Fra i 25 e i 40 anni. L’Italia è il paese al mondo dove si scommette di più: circa 500 euro a testa all’anno. L’1% della popolazione  è vittima del gioco d’azzardo patologico: il poker è il loro primo e unico interesse.  In genere sono persone con patologie pregresse, dedite anche ad alcol (4 volte più del normale) e droga. Chi gioca on-line, però, “imbocca una strada ancora più terribile” spiega Tonioni:  “Non ha la percezione dei soldi, è tutto più veloce”.  C’è chi si è letteralmente rovinato in una notte.  Diversamente dal tavolo verde, la bisca sul web è aperta 24 ore su 24. E si presta più facilmente alle truffe. Basta un hacker. Ed è la fine.

commenti
  1. costanza A. de R. scrive:

    è pazzesco. questo è il risultato di una società dove non ci sono più valori, dove i genitori si scordano i figli in macchina….è facile lasciare i ragazzi soli davanti ad un pc, così stanno tranquilli, i risultati sono questi. per quanto riguarda gli adulti, si sa che più il Paese è in crisi, più aumentano i giochi d’azzardo, si spera sempre di riuscire a rimediare qualche soldo in più. La vergogna è che in tutto questo chi ci guadagna è la Stato. Non si fanno i casinò, ma non si proibiscono i giochi in internet, è come con le sigarette, ci si proibisce di fumare ovunque, ma lo Stato con la vendita ci guadagna!!

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