Arbitro espelle e uccide giocatore

Pubblicato: 6 luglio 2013 in Attualità

Che le partite di calcio potessero degenerare in violenza, in campo e sugli spalti, era noto. Ma non fino a questo punto! E’ successo in Brasile,  in una partita fra dilettanti. L’arbitro a un certo punto, per sedare una lite in campo, ha estratto il cartellino rosso per espellere un giocatore, poi lo ha ucciso a coltellate. I tifosi inferociti allora sono scesi in campo, lo hanno inseguito e ammazzato. Poi, ormai in preda alla follia, l’hanno decapitato issando la testa su un palo come trofeo. Ne dà notizia la tv brasiliana GloboEsporte. Il fatto è successo domenica scorsa, nell’ultima giornata di campionato. La partita si svolgeva a Pio XII, un piccolo centro nell’entroterra dello Stato del Maranhao, fra i più poveri e violenti del Brasile. L’arbitro, Octavio Jordao da Silva de Catanhede, aveva appena 20 anni. Nella foto a destra l’immagine del giovane arbitro.

Parecchi tifosi hanno ripreso tutto con i videocellulari, che ora sono in mano alla polizia per arrivare a identificare a uno a uno i protagonisti del macabro episodio. Poveri in canna, da quelle parti, ma tutti con l’ultimo modello di smartphone in mano.

In Brasile episodi di violenza negli stadi, tuttavia, sono ricorrenti. Nel 2011 nel derby di Rio tra Vasco e Flamengo, negli scontri fra tifoserie un 19enne perse la vita, centinaia i feriti, 102 gli arresti. Tantissimi gli episodi del genere.  In Brasile si contano ben 155 vittime nelle partite di calcio negli ultimi 24 anni!

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