Sanità-choc, nel Lazio 7 mesi per l’oculista

Pubblicato: 1 maggio 2013 in Attualità

Liste d’attesa bibliche nel Lazio per la sanità anche a marzo.  Fino a 311 giorni per una mammografia, 326 giorni per un eco-doppler. E  211 giorni per un’esame delicatissimo come quello del fondo oculare.

Qua e là spuntano oasi felici dove le attese si riducono a pochi giorni. E’ il caso dell’Ospedale Britannico di via  S. Stefano Rotondo, dove per una visita oculistica basta appena 1 giorno. Neppure il tempo di arrivare allo sportello, insomma, e l’analisi è già bella e fatta. Ma nessuna illusione per chi deve effettuare le prestazioni più richieste: Tac, ecografie, Risonanze. Tranne sporadiche eccezioni, l’attesa assomiglia a quella dei dannati del purgatorio in una bolgia dantesca.

A parlare chiaro i numeri ufficiali del Recup, il Centro unico regionale di prenotazione, per il mese di marzo 2013. Con una piccola avvertenza:  quando le attese superebbero il limite della decenza, le liste vengono bloccate. Al telefono dicono di richiamare per la prenotazione non prima di 3 mesi. E  auf Wiedersehen. Ma non sarebbe vietato bloccare le prenotazioni? “Sì, lo dice la legge nazionale 266 del 2005.  Asl e ospedali non devono mai sospendere gli appuntamenti” denuncia Giuseppe Scaramuzza, segretario di Cittadinanzattiva-Tribunale dei Diritti del Malato. Eppure succede.

Ed ecco i dati più salienti. Per una Mammografia bilaterale a Roma si aspettano 156 giorni al Policlinico Casilino, 190 al poliambulatorio di Acilia. Ancora peggio fuori della capitale: 193 giorni di attesa all’ospedale di Tivoli, 311 al poliambulatorio di Ferentino (Frosinone), 308 a quello di Formia (Latina).  Non va meglio per un’altra prestazione diagnostica richiestissima come l’Ecografia dell’addome completo: per l’analisi occorrono 247 giorni all’ospedale Sandro Pertini, 299  a quello di Subiaco (Frosinone), 311 a Isola del Liri (Latina).

Ma anche per l’Ecodoppler dei tronchi sovra-aortici occorre armarsi della proverbiale pazienza di Giobbe: 194 giorni al Sant’ Eugenio, 255 al Santa Maria della Pietà, 304 all’ospedale di Frosinone, 243 al San Camillo De Lellis di Rieti.  Sono numeri da brivido. 

Per l’Ecodoppler degli arti superiori e inferiori al poliambulatorio di Ceprano occorrono 326 giorni, praticamente 1 anno. Eppure è un esame fondamentale per individuare con esattezza la presenza di una trombosi, diagnosticare le malattie delle valvole del cuore ed i difetti congeniti, eventuali forme tumorali come il sarcoma di Kaposi.

Attese-record si registrano, però, anche laddove non serve la macchina. Ossia per semplici visite dallo specialista. Per  l’oculista all’ambulatorio  del lungomare Toscanelli, a Ostia, ad esempio, occorre aspettare 187 giorni; 210  al poliambulatorio di Ladispoli, 212 all’ospedale S Maria Goretti di Latina. Per l’Esame del fondo oculare, invece, servono 211 giorni al reparto Oculistico dell’ospedale Odontoiatrico George Eastman di viale Regina Elena, 141 al poliambulatorio di via Dina Galli, 171 all’ospedale San Paolo. Eppure è un’analisi che  l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità raccomanda di fare almeno una volta all’anno a tutte le persone affette da miopia o di oltre 40 anni di età. Che ne pensa il neo-ministro della Salute Beatrice Lorenzin?

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