Sanità, uno su due paga di tasca propria

Pubblicato: 10 aprile 2013 in Attualità

“Più di un cittadino su due in Italia paga di tasca propria visite ed esami per evitare le file e perché, tra ticket e superticket, spesso il privato costa meno”. A dichiararlo è Michel Maritato, presidente di Assotutela, che ha condotto un dettagliato studio in proposito. Un esempio pratico? Emocromo, colesterolo, transaminasi, bilirubina, glucosio, ferro, analisi delle urine, ecografie costano sorprendentemente di più rivolgendosi in ospedale come utenti del servizio sanitario nazionale, e meno nella stessa struttura ospedaliera, con gli stessi specialisti e le stesse strumentazioni, presentandosi come pazienti paganti in proprio. E il costo si abbatte ancora di più se ci si rivolge direttamente alle strutture private.

“Tutta colpa della tassa statale di 10 euro per ogni impegnativa SSN – si legge nello studio di Assotutela – Per i test ematologici, i più comuni e diffusi, si fa presto a moltiplicare le spese. Per un esame delle urine eseguito presso un privato il costo arriva a 7 euro, se eseguito invece nelle strutture pubbliche della Regione Lazio, con ricetta rossa, si arriva a 15,14 euro, grazie ai 10 euro della manovra e ai 4 euro stabiliti per legge regionale”.

Ma la contraddizione è ancora più palese e sorprendente per le analisi diagnostiche.  “Ecografie delle parti molli, ecografie mammarie, ecografie muscolo-tendinee, ecografie ostetriche, ecografie transvaginali, ecografie alle anche per neonati costano intorno ai 50 euro ciascuna, scegliendo il medico e senza attese, se erogate in libera professione in una struttura privata o intramoenia – afferma Assotutela –  Con la ricetta SSN in qualsiasi centro pubblico o privato convenzionato, invece, il costo è di circa 40 euro. Pochi euro di differenza, ma con il chiaro svantaggio di dover fare la lista d’attesa”.

“Sono numeri che inchiodano la gestione della sanità pubblica” rimarca il consigliere regionale della Destra, Fabrizio Santori: “Chiederò alla commissione sanità una verifica, almeno nel Lazio occorre correggere queste storture e farlo in fretta”.

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