Cornelia, un parcheggio-fantasma da 50 milioni

Pubblicato: 17 gennaio 2013 in Attualità

Cinquanta  milioni finiti nel nulla. 650 posti auto sepolti e dimenticati sotto il cemento nella zona Aurelio-Boccea, la più congestionata dal traffico della città.  Dopo il parking di Porta Pia, dimenticato dal Comune di Roma da  mezzo secolo,  anche  Cornelia fa la sua figura nel campionario dei parcheggi-fantasma di Roma. L’ennesimo monumento allo spreco.

La vicenda prende le mosse 11 anni fa, il 15 dicembre 2001. Quel giorno Veltroni inaugura ufficialmente, con tanto di fascia tricolore, il mega-parcheggio di piazza dei Giureconsulti, di fronte alla fermata Cornelia della Metro A.  Un silos di 7 piani sotterranei, 650 box, con un sofisticato meccanismo idraulico di bracci idraulici per portare su e giù le auto. Telecamere e rampe controllate elettronicamente, sala controllo iper-tecnologica, tutta monitor e computer. Il più grande parcheggio automatizzato d’Europa. Costo 35 milioni di euro. Per la verità la struttura non è terminata, servono ancora 6 mesi di lavori. Ma Veltroni guarda già avanti: “E’ un’opera fondamentale per la città. Darà ossigeno alla mobilità di tutta Roma”.

Mai previsione è però più foriera di sciagure. Il mega-parcheggio presenta subito problemi insormontabili. I tempi di rimessaggio dei bracci risultano troppo lunghi, 15-20 minuti l’attesa. I box si rivelano troppo bassi: solo alcuni raggiungono 1 metro e 80, la maggioranza non supera 1 metro e 60. Le Station wagon ad esempio non entrano proprio.  Poi c’è un altro problema: in caso di interruzione di corrente o di un qualsiasi guasto elettrico, le auto restano intrappolate per tutto il tempo. Ma soprattutto il prezzo previsto per la sosta è troppo alto: 1,55 euro per le prime due ore; 95,54 per l’abbonamento mensile.

Per tutti questi motivi i  box restano semivuoti. La popolazione si  aspettava un parcheggio di scambio, comodo, veloce, economico. Ne arriva  invece uno macchinoso, lento, costoso.  Il  Comune per 2-3 volte prova a coinvolgere i privati, ma il bando va deserto: troppo alti i costi di gestione.  Alla fine Veltroni si arrende, alza bandiera bianca.  Il 28 febbraio 2006  all’ingresso del super-parking qualcuno attacca con lo scotch il cartello  “Chiuso”.  Come sulle serrande dei negozi ad agosto. La differenza è che i cancelli a Cornelia  sono abbassati da 7 anni. Fra costo iniziale e spese successive, sono finiti in un pugno di mosche 50 milioni di euro. Soldi pubblici.

Soluzioni? Non molte. I costi di gestione sono troppo elevati per un privato. Il mega-parking andrebbe completamente ristrutturato, ma non è semplice. Forse, come suggerisce qualcuno, meglio demolirlo e inserirlo nel sottopasso da Forte Braschi a Giureconsulti. Per ora resta lì, ad arricchire la galleria delle opere pubbliche fantasma della città. Il Comune di Roma? Non pervenuto. Come per Porta  Pia, ha altre priorità.  La popolazione?   “Una vergogna, nessuno ha pagato gli errori, nessuno fa niente”  dice la gente. Sul sito www.propuproma.com i commenti sono al vetriolo:  “Il fatto che un parcheggio sia inagibile per le auto è il colmo!”.   “Qualcuno ha mai pagato per aver buttato i nostri soldi?” chiede un altro.

Per la risposta rivolgersi alla Corte dei Conti.

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commenti
  1. giovanni ha detto:

    Sarebbe ora che il nuovo sindaco,dopo un accurato sopralluogo tecnico,riaprisse il problema per recuperare l’uso più appropriato del costoso manufatto a suo tempo inaugurato dall’on.Veltroni.

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