L’ennesima stangata: arriva la Tares

Pubblicato: 3 gennaio 2013 in Attualità

Sarà un 2013 all’insegna delle tasse.  L’introduzione  della Tares, l’aumento dell’Iva al 22% dal primo luglio, il ritocco dell’Imu sui capannoni, gli incrementi dei contributi previdenziali e delle addizionali Irpef, infatti, costeranno a ciascuna famiglia italiana in media 585  euro in più’ rispetto al 2012.

La nuova stangata arriverà dalla Tares, l’imposta sui rifiuti che, per effetto del decreto Salva Italia, sostituisce la Tarsu (e la Tari a Roma).  Doveva scattare dal 1 gennaio, ma poi Monti ha rinviato il debutto ad aprile 2013,  a dopo le elezioni. Prevedeva già la sua candidatura? A pensar male spesso ci si prende, diceva un tale. Ma vediamo il dettaglio. A far schizzare all’insu la Tares sono i cosiddetti costi indivisibili, che l’imposta deve finanziare: l’illuminazione pubblica e la manutenzione delle strade, attualmente non compresi nella Tari. Ogni comune, inoltre, è libero di stabilire ulteriori piccoli incrementi (fino a 0,10 euro a mq).

Il risultato? Oggi all’Ama per una casa di 100 metri quadri si pagano circa 3,7 euro a mq. Nel 2013 si pagheranno oltre 4 euro. Con un ricarico dell’11 per cento, ben superiore all’inflazione.

I più preoccupati sono i negozianti. C’è chi  rimarca a Roma l’ennesima beffa nei confronti di altre  città. “La Tares per un locale di 100 mq costerà a un commerciante romano  ben 1.100 euro contro i 470 del collega milanese” calcola  la Cna, Confederazione nazionale artigianato: “Un ristorante romano finirà per versare  circa 42,45 euro a metro quadro. Nel capoluogo lombardo invece siamo attorno ai 15”.  La Tares insomma non è uguale per tutti. Perchè?

Tempi duri per il commercio. Da domani a Roma iniziano i saldi invernali.  “La spesa a famiglia però non supererà i 300 euro, la gente è preoccupata per le tasse che si subiranno nel 2013” afferma Valter Giammaria, presidente di Confesercenti. Dopo il nuovo tributo sui rifiuti, sarà difficile conservare ancora  risparmi nel cassetto.

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