“Io,Cristiana,fuggita da Satana…!”

Pubblicato: 2 gennaio 2013 in Attualità, Cultura

MESSE NERE E SETTE SATANICHE/INCHIESTA/I

“Io, Cristiana, sono scappata dall’inferno. Mi dicevano: devi uccidere!”. Così racconta nel libro-confessione autobiografico “Fuggita da Satana” (2007)  la vittima di una setta. Una testimonianza choc.   La voglia di nuove emozioni porta Cristiana ad entrare dapprima in un gruppo esoterico, poi in una setta satanica. Ed è l’inizio di un’esperienza sconvolgente: messe nere, sacrifici a Satana, violenze, crudeltà inaudite, costantemente sotto l’effetto di stupefacenti. Un giorno la setta le ordina di uccidere. La vittima predestinata è tale Chiara Amirante, giovanissima, fondatrice della comunità religiosa Nuovi Orizzonti, dedita al recupero degli emarginati. Giunta davanti a  lei, con il coltello nascosto nei jeans, però, Cristiana non ce la fa, scoppia a piangere, confessa tutto. Adesso, la mente sconvolta, vive  in un luogo segreto, sotto falso nome. La sua vita è segnata dal terrore: “Io Satana l’ho visto davvero!” ripete.

Ma anche dietro il delitto dell’Ardeatina, Roma, potrebbe celarsi la pista del diavolo. “Un caso senza precedenti” lo definisce la Polizia. E’ la mattina dell’8 marzo 2011. In una radura nei pressi del Divino Amore, viene rinvenuto il cadavere di una donna, fra i 20 e i 40 anni, decapitata e fatta a pezzi con una motosega.  Poi rivestita e abbandonata sull’Ardeatina, in modo da essere facilmente scoperta. Quasi un messaggio. “Potrebbe essere un serial-killer, ma dai tratti atipici”, ipotizzano gli inquirenti. “E’ stato un satanista!” dice sicuro don Aldo Bonaiuto, coordinatore del servizio anti-sette della comunità Papa Giovanni XXIII.  Testa e organi interni sarebbero finiti nei rituali di qualche gruppo luciferino.

Due episodi che gettano una luce sinistra sulle Messe Nere.  E cancellano l’immagine coreografica dei riti.  Altro che candele nere, crocifissi capovolti e formule magiche. Questa è solo l’anticamera, per gli sprovveduti. Dietro c’è ben altro. Abuso di stupefacenti, pedofilia, ricatti sessuali, stupro, truffe, farmaci per sottomettere gli adepti.  Questa la vera sostanza del mondo delle sette.  E nei casi più gravi: omicidi di gruppo, istigazione al suicidio. Parecchi delitti insoluti, dicono i criminologi, sarebbero opera  dei seguaci di Lucifero. Storie macabre, rimaste negli archivi.  Proprio come il delitto dell’Ardeatina. E forse  come l’omicidio di Yara Gambirasio, scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata senza vita 3 mesi dopo. Una ferita a forma di X sulla schiena della 13enne e lo stato dei resti lasciano pensare alla pista satanica come la più probabile. Sul delitto però è come calato il silenzio. La prossima volta vedremo chi sono in Italia gli adoratori di Lucifero, i sacerdoti neri e il giro di soldi. /1 (segue).

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