Sos sanità, fiaccolata dei sindacati

Pubblicato: 20 dicembre 2012 in Attualità

Sos ospedali, tutti contro Bondi. Sindacati, onlus,  semplici cittadini e perfino l’Ordine dei medici di Roma. A Roma le strutture sanitarie  in stato di agitazione vanno dal Cto al San Filippo Neri, dallo Spallanzani all’Eastman, dall’Oftalmico all’Idi-San Carlo, fino al gruppo S.Raffaele. E oggi alle h 17   i sindacati di Roma e del Lazio parteciperanno alla fiaccolata con medici e operatori sanitari sotto il Ministero dell’Economia per chiedere al commissario Enrico Bondi di “fermarsi” e aprire un confronto.  “Dopo  6 anni di gestione fallimentare della sanita’ regionale, riteniamo che sia giunto il momento di rivedere il Piano di rientro” dicono compatte Cgil, Cisl, Uil: “A nulla serve continuare con la logica ragionieristica dei tagli lineari e la chiusura indiscriminata dei presidi”.

“Il commissario deve fare un passo indietro – rimarca Di Berardino, Cgil – anche perche’ da qui a qualche mese ci sara’ un voto democratico nella Regione Lazio. Il suo arroccamento e’ incomprensibile”. Luigi Scardaone,Uil, pone l’accento sul rischio che dalla chiusura delle strutture pubbliche possano nascere interessi edilizi: “Purtroppo il ‘Dio mattone’ ha determinato cambiamenti anche nel recente passato”.  Sferzante Ruggero Di Biagi, Ugl nazionale: “Bondi, preparati ad andare a casa. La tua strafexspedition (spedizione punitiva) sugli altipiani laziali e’ fallita, hai fatto già fin troppi danni”.

“Con il piano di Rientro dal 2007 al 2011  – si  legge in una nota dei sindacati – sono state disattivate 25 strutture ospedaliere  per acuti a cui non e’ seguita la completa riconversione. Sono stati disattivati 3.000 posti letto per acuti senza il corrispondente aumento dei posti per le Residenze Sanitarie assistenziali (RSA) e per la Lungodegenza. Il Piano di rientro della Polverini prevedeva l’attivazione nel 2011-2012 di 2.000 pl di RSA. Fino ad oggi ne sono stati attivati appena 200”. Critica anche Cittadinanzattiva-Tribunale per i Diritti del Malato:  “I cittadini troppe volte sono rimasti delusi dalle promesse che nuovi servizi sarebbero stati aperti in futuro. Dunque, prima i posti letto in Rsa e le strutture di medicina territoriale h24, solo dopo possiamo discutere di tagli”.

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