Baccini: rifiuti, siamo indietro di mezzo secolo sull’Europa

Pubblicato: 17 dicembre 2012 in Attualità

Rifiuti, è corsa contro il tempo.  Malagrotta è agli sgoccioli, la discarica verrà prorogata di altri 5-6 mesi, fino a metà 2013, ma accoglierà solo i rifiuti trattati. Il resto – il primo anno 350mila tonnellate, il secondo 210mila, – verrà spedito all’estero. Il conto, circa 80 milioni in 2 anni, verrà saldato dai romani con un robusto conguaglio sulla bolletta della spazzatura. E forse non basterà. Ci sarà anche il conto delle sanzioni dell’Ue per non avere ancora chiuso Malagrotta. E resta in stand by Monti dell’Ortaccio. Insomma, un disastro.

“Siamo indietro di mezzo secolo sull’Europa” afferma Mario Baccini, presidente nazionale della federazione dei Cristiano Popolari: “Da noi ancora si pensa alla spazzatura come a un problema, quando invece è una ricchezza. Le discariche  ci sono solo in Italia, nei paesi avanzati del mondo i rifiuti sono una risorsa utile da un punto di vista industriale.  Altro che problema, i rifiuti possono diventare il nostro Oro nero!”.

In che modo?  “Comune di Roma e Regione per prima cosa devono stabilire una location strategica, dove far nascere un grande impianto industriale. Una struttura che possa  riciclare plastica, cartone, vetro, proveniente già dalla raccolta porta a porta. Poi vanno create delle micro-aziende per il recupero di rifiuti speciali, come gli oli esausti. Anche per quanto riguarda  l’umido ci sono all’estero  impianti già collaudati in grado di trattarli”.

Una bella differenza con quanto succede oggi. “E’ una questione di cultura industriale. I rifiuti una volta trattati sono grado di produrre energia, perchè sono materiale in gran parte combustibile, quindi hanno mercato.  Portare invece questa ricchezza all’estero, in Olanda e Germania, e pagare pure un prezzo altissimo per fargliela prendere è una follia”.

Per il dopo-Malagrotta si naviga a vista. Oltre ai treni per la Germania, non c’è niente altro all’orizzonte. Alemanno pensa ad altro, sembra  lontano.  “Inutile girarci intorno. Sui rifiuti, come sulla sanità, la classe dirigente politica nel Lazio e a Roma non è stata all’altezza.  Alemanno, la Polverini e Zingaretti hanno fatto come le tre scimmiette dello Zen: io non vedo, io non sento, io non parlo. Hanno nascosto la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Il risultato è che a Roma l’imposta sui rifiuti, la Tari, è la più alta d’Italia. E con la Tares dal 2013 schizzerà alle stelle”.

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