La Porta Magica

Pubblicato: 8 dicembre 2012 in Cultura

Nel ‘600 l’esoterismo era di moda in tutta Europa. La regina Cristina di Svezia, dopo avere abdicato al trono, aveva realizzato nella sua residenza romana, in Palazzo Riario, oggi Palazzo Corsini, un raffinato laboratorio di alchimia. A frequentarlo erano i maggiori esoteristi ed eruditi del tempo. Fra gli altri, l’astronomo e matematico Domenico Cassini, scopritore dei satelliti di Saturno, e il marchese Massimiliano Palombara, della setta dei Rosacroce.  Le cronache raccontano che un alchimista, di nome Francesco Giuseppe Borri, venne ospitato per qualche notte nella villa del marchese, che sorgeva all’incirca dove si trova oggi piazza Vittorio.  Alla fine l’ospite, che si diceva alla ricerca di una misteriosa erba capace di produrre oro, era repentinamente scomparso. Ma per terra, nel giardino segreto del marchese, furono trovate pagliuzze d’oro, a testimonianza che qualcosa era riuscito a fare. Nella sua stanza fu rinvenuta una pergamena piena di simboli e formule. Aveva scoperto il segreto della pietra filosofale, capace di trasformare ogni cosa in oro?

Il marchese cercò a lungo di decifrare quei segni misteriosi. Alla fine fece incidere i simboli enigmatici e le scritte sulle cinque porte del giardino, nella speranza che qualcuno più erudito potesse carpirne il significato. Morì nel 1680 senza vedere soddisfatto il suo desiderio. Nel 1873 Villa Palombara venne rasa al suolo dai piemontesi, per permettere l’edificazione del quartiere Esquilino. Delle cinque porte, una, quella che dava l’accesso al giardino segreto del marchese, detta la Porta Magica,  venne smontata e messa da parte. In seguito fu incastonata in un angolo delle mura di piazza Vittorio e circondata da due statue di Bes, l’antica divinità egizia protettrice dal malocchio e dalle sciagure, legata al culto di Iside.

Nella Porta Magica sarebbe custodito il segreto della pietra filosofale. Molti i simboli arcani. Nel bassorilievo che sovrasta l’architrave (nella foto) è raffigurato il Sigillo di Salomone, due triangoli equilateri incrociati, o stella a 6 punte, con il doppio cerchio, che in alchemia è il simbolo del sole (e dell’oro). Intorno una scritta in latino, che significa: Tre son le cose mirabili: Dio e uomo; Madre e vergine; trino e uno. Le lettere B e S indicano  due fondamentali elementi alchemici: il bismuto e lo zolfo.

commenti
  1. ielena iel scrive:

    Interessante! E’ un tema “degno” del mio sito… http://www.consulenzeolistiche.com
    Aspetto con fremente curiosita’ altri articoli sul genere. Il mondo e’ pieno di misteri e la Capitale ne cela davvero tanti!

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