Intervista Fabrizio Santori

Pubblicato: 23 ottobre 2012 in Attualità, Politica

MARCELLO VIAGGIO  – Roma  Capitale spende  oltre 73 milioni di euro all’anno di affitto per i residences, per tenere in assistenza alloggiativa poco più di un migliaio di famiglie. Dunque, spende un po’ più di 70mila euro a famiglia.  Quanto basterebbe per alloggiare ai Parioli. Uno scandalo cui si aggiungono altri 12 milioni  solo per ospitare i profughi minorenni in continuo arrivo dal nord Africa. Se poi aggiungiamo l’affitto dei locali per uffici, che si attesta a oltre 25 milioni, il conto dello spreco, a fondo perduto, è presto fatto. Più di 110 milioni all’anno. Quante case potevano essere realizzate con questi soldi?   

E’ una delle tante denunce di Fabrizio Santori, presidente della commissione Sicurezza di Roma Capitale e candidato alle primarie per il centro destra alla carica di sindaco.

Santori, quella dei residences è una storia che va avanti da un pezzo. Ma il centro destra di Alemanno non aveva promesso di porre fine a questo scandalo dei costi?

“Purtroppo non è cambiato niente. Nel 2008 ho presentato un dossier sulle spese effettuate dalla giunta precedente, sollecitando un intervento. Ma è stato tutto inutile. I costi non solo non sono diminuiti, ma sono addirittura aumentati. Peraltro nei residences risultano abitare tante persone che non avrebbero bisogno di assistenza alloggiativa: proprietari di auto di lusso, titolari di importanti attività commerciali….”.

Il capitolo degli sprechi nell’amministrazione capitolina è uno di quelli che sembrano non finire mai…

”E grida vendetta, perché da lì si potrebbero  recuperare tante risorse per la città. Nel mio programma di candidato sindaco alle primarie, infatti, al primo posto ci sono il recupero degli sprechi e il taglio dei privilegi”.

Ma non diceva le stesse cose il programma elettorale annunciato da Alemanno nel 2008?

“Il bilancio delle cose fatte, purtroppo, non è in linea con le aspettative dei cittadini. Quel programma si chiamava “Roma cambia”. Ma Roma in questi anni è cambiata realmente? Alemanno ha lavorato per salvare la città dal default economico, per togliere di torno qualche campo nomadi, ha salvato il Pincio dal megaparcheggio, ma non c’è stato quel cambiamento vero, che in tanti aspettavano. Ad Alemanno è mancato il coraggio, la determinazione. E ora lo vedo, francamente, un po’ stanco, provato”.

Manager, dirigenti di partito, consulenti, amici della prima ora. Qualche giornale l’ha chiamato il “cerchio magico” del sindaco.  I nomi sono sulla bocca di tutti, alcuni – magari  senza colpa, questo poi si vedrà  – sono finiti nel mirino della Procura.  L’elenco è lungo: Parentopoli, appalti, Punti verde qualità….

“Aspettiamo la conclusione delle indagini,  non bisogna mai condannare nessuno prima del tempo… Certo è che il sindaco dovrebbe fare una profonda riflessione sulle persone di cui si è circondato. Io credo che Alemanno abbia fallito proprio su questo, sulla selezione della classe dirigente che ha amministrato Roma. Se questi sono i risultati, è giunto il momento per lui di fermarsi e riflettere seriamente prima di continuare”.

Ma lei, al posto suo, di Alemanno, in questo momento, si dimetterebbe da sindaco? Getterebbe la spugna, in definitiva?

“Mancano solo pochi mesi al voto delle amministrative, secondo me Alemanno deve portare a termine il mandato. Ma poi io nei suoi panni non mi ricandiderei a sindaco di Roma”.

No?

“No, non mi ricandiderei. Lascerei il passo al rinnovamento. Nel centrodestra ci sono tante persone in gamba, coraggiose, finora tenute  ai margini, escluse da spartizioni correntizie che hanno tagliato le gambe al crescere della classe dirigente, che hanno allontanato molti dal Pdl. Anche fuori Roma ci sono tanti sindaci preparati”.

Giorni fa lei è andato alla Direzione generale dell’Ama e, a muso duro, ha preteso gli atti dell’accordo fra Ama e rappresentanti di Cisl, Uil, Ugl e Fiadel: la lista dei sindacalisti che hanno beneficiato di un doppio scatto di livello. Un altro scandalo?

“Certamente. In 11  hanno  ottenuto a luglio 1-2 scatti di promozione in virtù di questo accordo, senza concorsi, scavalcando persone valide all’interno dell’azienda, solo in virtù di logiche spartitorie. Io ho denunciato la cosa. L’Ugl ha preso subito provvedimenti per i suoi 2 sindacalisti. Auspico che il sindacato nazionale delle altre sigle faccia fare un passo indietro agli altri 9”.

Monti dell’Ortaccio. La gente della Valle Galeria è in guerra  per dire no alla discarica. Alla fiaccolata del 4 settembre erano in 2mila.

“E in 300 al Pantheon, non pochi per un giorno feriale”.

Ma il commissario all’emergenza rifiuti, Sottile, dice che tirerà dritto. I giochi sono fatti?

“Aspettiamo a vedere che succede. Di certo i residenti non hanno abbassato la guardia. Combatteremo questa battaglia fino all’ultimo”.

Al sit-in del Pantheon, però, tv, agenzie e giornali, hanno dato pochissimo risalto. Magari, se fossero venuti   Alemanno o  Zingaretti, avrebbero prestato più attenzione.

“Se è per questo, Alemanno e Zinga non sono venuti neanche alla fiaccolata di settembre. Salvo incontrare i singoli comitati nelle loro stanze”.

Ma non è la stessa cosa.

“Non è la stessa cosa, concordo. A Zingaretti in particolare compete la responsabilità di individuare il sito della discarica definitiva, una scelta che da sola salverebbe Monti dell’Ortaccio. Lui è in campagna elettorale per la Regione. Ma prima dovrebbe occuparsi di questa cosa, che è un suo dovere istituzionale”.

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