E se tornasse di moda la cintura di castità?

Pubblicato: 3 ottobre 2012 in Attualità

A.A.A. vendesi cintura di castità, su misura, per appassionati del genere.  Ma quella in voga ai tempi delle Crociate?  Quella che  i cavalieri della Tavola Rotonda  facevano mettere  alle donzelle in attesa, sole e tristi nelle stanze gelide del castello per lunghi mesi?  Ma sì, la cintura di castità. In cuoio e ferro battuto, foderata di seta, con tanto di serratura e lucchetto.  Eccola di nuovo fra noi, direttamente dal Medio-Evo.

A Roma lo scultore Angelo Camerino, 70 anni e passa, casa e bottega alla Romanina, ne ha costruite e vendute circa 20-25,  negli ultimi anni. A quest’impegno, quasi un hobby, si è dedicato nel tempo libero.  L’artista ha eseguito importanti  lavori di restauro in chiese e palazzi di Roma: una pala di altare in Vaticano, nella  Sala Nervi, e una pala sacra al Palazzo Simonetti; un trittico al Vicariato di Roma.  Ha partecipato a mostre e premi nazionali.  “Ma alla fine, chissà, sarò ricordato più per questo che per le sculture” sospira.
Camerino di richieste ne ha ricevute dall’Olanda, dagli Stati Uniti. Ma soprattutto dall’Arabia Saudita e dagli Emirati arabi, dove le sue cinture di castità pare abbiano ottenuto un gran successo.
Come sono fatte? In lamiera d’acciaio, foderate di raso all’interno, un piccolo lucchetto a prova di scassinatori. E una fessura seghettata sul davanti, tagliente.  Leggere, da indossare anche sotto i jeans. Camerino, in attesa di nuove ordinazioni, a bottega ne tiene un paio. Lucidate a nuovo, spolverate, in bella mostra.  Hai visto mai. “Non so se le acquistano per collezionismo o per qualche giochino erotico – mette le mani avanti – Se qualcuna la indossa sul serio? E chi lo sa”.

Ma chi può escluderlo?  Nella vita capita di tutto. Magari di andare a fare il mercenario o il body-guard  in Afghanistan, nell’ Africa nera, …. E intanto  a casa che  succede? La gelosia è una pessima compagnia. Meglio dormire tranquilli, con fucile M16 accanto e chiave al collo. Ad ogni buon conto lo scultore di cinture di castità ne ha costruite anche per uomini. Parità su tutto.

Ma com’è nata in Camerino l’idea? “Il Comune di Roma circa 20  anni fa aveva organizzato una mostra sul femminismo. Mi chiesero di contribuire, mi venne in mente di esporre la cintura di castità. Mi ci volle mezza giornata per realizzarla. Il mio voleva essere un gesto ironico.  La sera stessa però venne da me un giornalista, mi disse che un tale voleva comprarla. Rimasi di sasso”. Fu l’inizio. “Sparai una cifra: 2 milioni di lire,  Più per scherzare, che altro. A quei tempi erano tanti soldi. Invece accettarono subito”.

Poi fu la volta di un dipendente dell’ambasciata Usa. Era il 1993, il mondo intero parlava del caso Bobbitt. Lei, Lorena, aveva tagliato il pene del marito di notte,  mentre dormiva. Lo aveva buttato nella spazzatura. Per il mondo maschile uno choc. E se anche mia moglie un giorno….?   L’americano si recò da Camerino e ordinò tre cinture di castità da uomo, per tre importanti politici Usa. Gli disse che le avrebbero indossate di notte, nel letto matrimoniale. Lo scultore le fabbricò pesanti un chilo, sicure. Costo 2 milioni e mezzo di lire dell’epoca. Qualcuno lo raccontò. La notizia fece il giro del mondo. Nella bottega fece capolino Moana Pozzi. Si fece fotografare con lui.

Fioccarono le ordinazioni. “Gli olandesi erano piuttosto tirchi – racconta Camerino – contrattavano su tutto. Gli arabi non badavano all’estetica, ai fronzoli. Volevano una cintura sicura, che funzionasse, pesante. E un buon lucchetto, con tanto di garanzia scritta”.

Anche adesso mi arrivano lettere di ringraziamento dai paesi arabi, dice l’artista: “Come modello estetico mi sono ispirato alla cintura di castità esposta al museo dei Piombi, a Venezia. Ma quella è armata di punzoni, dolorosa. La mia invece è comoda, non ha mai dato problemi”. Basta fare un salto a  bottega. Provare per credere.

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