La Roma dei Misteri/4

Pubblicato: 29 settembre 2012 in Attualità

IL COLOSSEO

E’ una delle Sette moderne Meraviglie del pianeta. Il simbolo di Roma antica. Il Colosseo.  Al tempo dei Romani poteva contenere 70mila spettatori. Oggi conta 5 milioni di visitatori all’anno. Tanto da far dire a una turista americana: “Ma che bella idea hanno avuto i Romani di costruirlo proprio di fronte alla stazione della Metro!”.   L’Anfiteatro Flavio, però, sotto i suoi archi nasconde un che di sinistro.

Basti dire che per molti secoli è stato ritenuto addirittura  una delle Porte dell’inferno. Si pensava che le anime dei gladiatori trucidati sull’arena vagassero di notte fra gli archi e i sotterranei, incapaci di trovare il riposo eterno. Una leggenda? Sì, ma con solide fondamenta.

Al tempo dei romani erano due le porte per accedere all’arena. La prima, la famosa Triumphalis, sul lato nord-ovest, da cui entravano i gladiatori e gli animali feroci. La seconda, a sud-est,  meno nota, era invece chiamata Libitinensis. Consacrata alla dea Libitina, presiedeva al passaggio all’aldilà. Oltre questa porta  c’era l’area dello Spoliarium,  dove venivano trascinati a braccia i gladiatori morti o  moribondi, per essere spogliati di vesti e armature. A provvedere erano tre schiavi in costume da Caronte, il mitico barcaiolo degli Inferi.  L’atmosfera era insomma piuttosto lugubre. Il sangue dei gladiatori era molto richiesto, sul mercato aveva un prezzo elevato. Veniva usato contro il malocchio, ma anche direttamente nell’arena per propiziare i riti di magia evocativa. Anche allora si pensava che le vittime di morte violenta continuassero a vagare  senza pace laddove avevano vissuto gli ultimi istanti.

Verso il 1300  l’Anfiteatro divenne covo  di sanguinarie  bande di briganti.  Durante l’esilio dei Papi ad Avignone (1309-1423) a Roma c’era l’anarchia, i  briganti dettavano legge. Non si salvava nessuno. Viandanti, monaci, pellegrini. Sotto la sabbia dell’arena, a una certa profondità, i briganti seppellivano  le vittime dopo  averle sgozzate. Si dice che alcuni poveretti finissero addirittura sotto terra ancora mezzi vivi. Facile immaginare le dicerie su ombre e spettri.

Nel ‘500 invece il Colosseo diventò ritrovo di donne di malaffare. Molte al riparo degli archi esercitavano il mestiere più antico del mondo, ma c’erano anche  potentissime streghe e negromanti. Nell’erba dell’arena crescevano numerose erbe magiche, i cui semi, si diceva, venivano dal lontano e misterioso Oriente. A quel tempo insomma il Colosseo era divenuto una sorta di tempio di Belzebù, con tanto di stregoni e gente che veniva a chiedere dietro compenso la protezione del diavolo. C’era la fila.

Il grande orafo e incisore Benvenuto Cellini (1500-1571) fece rivolgere da un monaco siciliano una lunga invocazione  agli spiriti demoniaci che albergavano nell’anfiteatro. Come si legge nell’auto-biografia del Cellini, anno domini 1532, il monaco tracciò nell’arena strani segni magici e alla fine riuscì  a far apparire  “parecchie legioni di spiriti maligni di modo che il Culiseo ne era tutto pieno. Durò questa cosa più d’una ora e mezzo”.

Da allora la fama di “porta dell’inferno” non ha mai del tutto abbandonato l’Anfiteatro Flavio.  L’antica profezia di un monaco inglese, Beda il Venerabile, VIII secolo d.C., dice: “Quando crollerà il Colosseo, crollerà anche Roma. Quando crollerà Roma, crollerà il mondo intero”. E  Hollywood alimenta la leggenda. Il Colosseo è caduto nella polvere in molti film  “catastrofisti”, quelli che  preconizzano la fine del mondo e dell’umanità. Si va dal famoso  “The Core”, del 2003, con una tempesta di colpi fototonici delle astronavi aliene a radere al suolo l’Anfiteatro, fino al più recente “2012”.

immagini del film “The Core”

Ma per ora a crollare sulla testa dei  turisti sono solo alcuni mattoni pericolanti dagli archi dell’ultimo anello. Il simbolo di Roma è in attesa del restauro da decenni. Il restauro di Della Valle non decolla, o perlomeno stenta, frenato da ricorsi e burocrazia. A distruggere il Colosseo ci hanno provato i Visigoti, i Vandali e i Lanzichenecchi: ci riusciranno i romani?

Advertisements
commenti
  1. ELEONORA ha detto:

    Che bello questo articolo! Spero di venire presto a Roma per ammirare da vicino questo splendido monumento!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...