Via gli assessori vicini a Tajani

Pubblicato: 27 settembre 2012 in Attualità

Marcello Viaggio – In arrivo questa mattina la resa dei conti alla Regione Lazio, con il taglio degli assessori vicini a Tajani. Il ritiro delle deleghe sarà l’ultimo atto di Renata Polverini che, solo dopo averlo deliberato, si dimetterà.  Lo ha annunciato ieri sera la stessa presidente della Regione nel corso della trasmissione Porta a Porta: “Prima taglio gli assessori, poi mi dimetto. I consiglieri non li posso tagliare, ma la mia giunta sì, e non è necessario lo stesso numero di assessori per l’attività ordinaria”. “Oggi ho lavorato per l’accorpamento delle deleghe, domani le riassegnerò e allora potrò dimettermi” ha precisato.

Oggi, quindi, la resa dei conti delle faide interne al Pdl che hanno portato la Regione alla catastrofe. Indiscrezioni insistenti danno i nomi degli assessori che andranno a casa. Salvo improbabili dietro-front, si tratta di tutta l’ala ex Fi legata a Tajani: Armeni (patrimonio), Birindelli (agricoltura), Mattei (Ambiente), Zappalà (turismo). Degli ex azzurri resterebbero in carica solo Pino Cangemi, vicino a Sammarco, e Fabiana Santini, legata a Scajola.

Tutto meno che “dimissionaria”. Per tutta la giornata di ieri la Polverini si è mostrata agguerrita e nei suoi pieni poteri. In mattinata ha partecipato alla conferenza Stato-Regioni e  nel pomeriggio, insieme ai governatori di altre regioni, è andata al Quirinale (e poi a Palazzo Chigi) a presentare a Napolitano l’approvazione del taglio dei costi. Del resto  le dimissioni non sono mai state formalizzate, protestano Pd e Idv: “La maestrina ci sta prendendo in giro”.

Dimissioni formali dopo il taglio della giunta, o si va oltre? La domanda è legittima, visti i continui colpi di scena.  “Ne stiamo ragionando con il ministro Cancellieri” ha detto ieri la Polverini nel corso di Porta a Porta:  “Ci sono delle procedure da seguire. Tanto, un giorno in più o in meno cambia poco. L’importante è  essersene andati da questa Regione,  e aver mandato a casa tutti quei cialtroni. il Consiglio rimane in carica e può essere chiamato per questioni straordinarie – ha aggiunto  – C’e’ già la proposta di legge di giunta sul taglio dei consiglieri, se arrivera’ un decreto governativo credo si possa convocare il Consiglio per una seduta straordinaria”. C’è ancora tanto da fare, insomma. Non si andrà al voto tanto presto.

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