Monti dell’Ortaccio: “Vogliamo la verità” Senza autorizzazione gli scavi

Pubblicato: 12 settembre 2012 in Attualità

Senza autorizzazione gli scavi già effettuati. Conferenza stampa su Monti dell’Ortaccio oggi pomeriggio del  presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma Fabrizio Santori, che ha presentato il dossier  “Vogliamo la verità”.  

“Il documento – spiega Santori – dà conto dei livelli di inquinamento  della zona sulla scorta di relazioni e sopralluoghi effettuati nel corso di questi ultimi anni da parte sia delle Istituzioni che da Istituti di settore nell’ambito dell’emergenza rifiuti nel Lazio.  E’ un’analisi  che ripercorre l’iter tecnico-amministrativo che ha portato all’individuazione di Monti dell’Ortaccio come discarica provvisoria, ponendo l’accento sulle contraddizioni emerse, gli interrogativi politici ancora insoluti,  nonché sulle conseguenze sull’ambiente  e sulla salute pubblica che deriverebbero da tale scelta. Riteniamo che il dossier sarà utile certamente  anche alle indagini in corso della Procura di Roma e dei carabinieri del Noe, ma non solo. Sarà anche un documento dal quale non può prescindere l’imminente conferenza dei servizi poiché testimonia un disastro ambientale e uno scempio che deve essere fermato”

Il dossier si conclude con 11 domande. Eccole.

1)      Per Monti dell’Ortaccio è stata convocata una Conferenza dei Servizi per il prossimo 24 settembre al fine di valutare tecnicamente la fattibilità della discarica. Perché ciò non è avvenuto per i siti di Corcolle e Pian dell’Olmo? Perché Corcolle e Pian dell’Olmo sono stati ritenuti immediatamente inidonei?

2)      Perché l’attuale Prefetto di Roma, l’allora Commissario per l’emergenza rifiuti, ha rassegnato le dimissioni da tale incarico dopo aver scelto di concerto con la Regione Lazio il sito di Corcolle, dichiarando di “non poter lavorare così”? Perché la Presidente Polverini è stata costretta a tirarsi indietro da chi ha voluto a tutti i costi far saltare l’ipotesi Corcolle?

3)      Quali poteri forti e quali pressioni politiche, hanno fatto cadere velocemente nel dimenticatoio la scelta di Pian dell’Olmo?

4)      Perché la scelta di Solfatara non è stata neanche discussa?

5)      Se Monti dell’Ortaccio rappresenterà una discarica provvisoria di rifiuti inerti, chi si occuperà di recepire il tal quale che oggi Malagrotta accoglie in discarica? Quella che dovrà essere la discarica definitiva?  

6)      Monti dell’Ortaccio come potrà definirsi un sito provvisorio se non si prevede, in parallelo, una soluzione alternativa per i rifiuti inerti?

7)      Chi garantirà quindi la cittadinanza sulla provvisorietà della scelta di Monti dell’Ortaccio, soprattutto se lo stesso sito ricade tra due cave esaurite di grandi dimensioni e sempre di proprietà dell’Avv. Cerroni, tra cui quella dei Monti del Lumacaro? Ci aspetta una Malagrotta-bis anche per dimensioni a causa di un progressivo allargamento del polder e lo sbancamento dei terrapieni che separano oggi le tre cave?

8)      Per Monti dell’Ortaccio perché si continua a parlare di rifiuti inerti, quando invece si tratterà di FOS, ossia di frazione organica stabilizzata ma non inertizzata, in grado cioè in particolari condizioni ambientali di rigenerarsi e di favorire la proliferazione di cariche batteriche e percolato?

9)     Perché le Istituzioni hanno lasciato ad un privato la decisione di valutare l’impatto di un progetto industriale a così forte urto ambientale?

10) Chi gestirà la paventata discarica provvisoria di Monti   dell’Ortaccio? Quale fondamento hanno le notizie che vedono già ipotizzata una società mista di gestione del sito formata dal Consorzio Co.La.Ri. e Ama S.p.A.?

11)  Qual è l’utilità economica di porre in essere un nuovo poulder con ingentissimi costi a beneficio di una discarica provvisoria?

ULTIMISSIME. Fonte Ansa. ” Dalla relazione dei vigili urbani risulterebbe che le opere di scavo e preparazione non avrebbero le adeguate autorizzazioni.
Il presidente dell’XV municipio Gianni Paris riferisce: dalla relazione del comandante del XV gruppo della Polizia Municipale ‘risulta che le attivita’ di preparazione dell’invaso sono completamente prive di autorizzazione’. L’incartamento verra’ mandato in Procura dove sulla questione e’ gia’ aperta un’inchiesta”. In arrivo  i sigilli all’area?

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