La procura apre un’inchiesta sui conti del Pdl

Pubblicato: 11 settembre 2012 in Attualità

dal Corriere della Sera, 11 settembre 2012 – Dopo la relazione di Bankitalia, la magistratura indaga sui bonifici in 5 banche estere

 ROMA – Una visita a metà mattina, nei corridoi di piazzale Clodio. La Procura ha ricevuto la relazione di Bankitalia sui movimenti relativi al conto del gruppo Pdl alla Pisana e il procuratore capo Giuseppe Pignatone ha aperto un fascicolo d’inchiesta. Oggi, in tribunale, arriveranno anche i legali nominati dal neo-capogruppo Francesco Battistoni che presenteranno una denuncia.La vicenda del conto Pdl, che coinvolge l’ex capogruppo Franco Fiorito, dalle aule politiche arriva a quelle giudiziarie. Ieri, alla riunione del gruppo pidiellino, Battistoni ha illustrato ai consiglieri presenti (una dozzina, più il coordinatore regionale del Pdl Vincenzo Piso: Fiorito mancava) la relazione elaborata da due consulenti esterni sulla base dei documenti forniti da Unicredit, presso la cui filiale in consiglio regionale sono appoggiati i due conti del Pdl.
Franco Fiorito

Su uno «girano» i rimborsi per i 17 consiglieri, circa 4 mila euro al mese, previsti dall’art.8 della legge   regionale 14/98 e che vanno per l’attività politica di ogni eletto. Sull’altro conto, invece, ci  sono i  «mandati di pagamento del consiglio regionale, per il funzionamento dei gruppi». Sul primo conto entrano 1,8 milioni e altrettanti ne escono, verso i vari consiglieri. È sul secondo conto (dove transitano circa 6 milioni di euro) che, secondo Bankitalia e i consulenti nominati da Battistoni, ci sono aspetti da chiarire.
Intanto risultano, come anticipato dal Corriere , una serie di bonifici senza causale, quasi tutti effettuati a partire dal 2012, per 1 milione 426 mila euro. E poi ci sono una serie di operazioni la cui intestazione è «Franco Fiorito, rimborso art.8 legge regionale 14/98»: oltre 439 mila euro su conti italiani e 314 mila su conti esteri. L’ex capogruppo ne ha negato l’esistenza, parlando «solo di un conto a Tenerife». Ma, nelle distinte di Unicredit, risultano bonifici con destinatario Fiorito su conti di filiali a Madrid, Barcellona, La Coruna e Santander, capoluogo della Cantabria. La relazione, però, aggiunge: «È possibile che la somma possa aumentare, una volta acquisita la documentazione bancaria».

Sul conto risultano anche – sempre secondo i documenti bancari – una decina di carte prepagate, con ricariche da 90 mila euro l’una, per pagamenti da 188 mila euro. In più, ci sono oltre 200 mila euro prelevati in contanti. Tra i tanti bonifici, oltre a quelli per il resort a Porto Cervo da 30 mila euro, ne spuntano anche 3 a favore della Telecom, per 28 mila euro complessivi, per «morosità residenziali o businness Fiorito Franco». Non è ancora finita. Uno perché manca ancora la relazione sugli assegni. E due perché c’è anche l’esistenza di due conti «paralleli» del Pdl, su due filiali del Monte dei Paschi: uno aperto il giorno dopo che Fiorito venne sfiduciato come capogruppo, l’altro sul quale sono «appoggiati» oltre 50 mila euro.

L'aula del consiglio regionale alla Pisana

Per quanto riguarda le due macchine – una Bmw X5 e una Smart – intestate al gruppo, si parla di una spesa complessiva di quasi 100 mila euro: 88 mila per una, 16 mila per l’altra. Del suv sono state pagate 15 rate su 36. La Smart, invece, è stata saldata con due bonifici. Dove sono ora queste macchine? Fiorito dice di aver restituito la Bmw,  Battistoni ha inviato una lettera per riottenerla ma senza avere risposta. Fiorito, che nel frattempo si è affidato all’avvocato Carlo Taormina, respinge al mittente le accuse: «Non mi è mai capitato di pagare con soldi pubblici, in particolare del gruppo Pdl, né viaggi né soggiorni di lusso. Ogni operazione è stata regolarmente registrata e inserita nei bilanci approvati e conservati presso il consiglio. E non si possono far passare come ingenti somme di denaro le poche migliaia di euro, anche quelle rendicontate a bilancio, di rimborso spese ai militanti per attacchinaggio. Sull’unica carta di credito del gruppo Pdl, risulterà solo la spesa delle due cene di Natale fatte con i consiglieri regionali». Nel frattempo, però, conti, assegni e carte di credito sono stati bloccati.
Fulvio Fiano Ernesto Menicucci

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