Giallo in Regione, milioni del Pdl in banche estere

Pubblicato: 7 settembre 2012 in Attualità, Politica

dal Corriere della Sera, 7 settembre 2012 – Giallo alla Regione Lazio:  milioni del Pdl finiti in banche estere  

ROMA – Fine luglio, consiglio regionale. Panico tra i consiglieri del Pdl: «Sta arrivando la finanza, indagano sul conto del gruppo». Una voce che, per un’intera giornata, è circolata per i corridoi del consiglio regionale: secondo «radio Pisana», i militari erano prima in divisa, poi in borghese, infine si erano recati alla filiale bancaria al primo piano. La cosa, in quel momento, finì lì.

L'ingresso del consiglio della Regione Lazio

Ma proprio verso la fine di luglio Unicredit ha notato una notevole movimentazione sul conto bancario intestato al partito di centrodestra: prelievi da migliaia di euro ogni volta, bonifici per somme ingenti, un volume anche di 4 o 5 operazioni nella stessa giornata. E l’istituto bancario, rilevata questa intensa attività, ha mandato un’informativa alla Bankitalia che – in questi casi – ha la competenza per avvertire la Procura della Repubblica.

I conti pidiellini, così, sono finiti sotto la lente d’ingrandimento delle banche e  sarebbero emersi alcuni aspetti da chiarire. Dai primi accertamenti, infatti, risulterebbe che circa 2 milioni di euro sono transitati sui conti intestati all’ex capogruppo Franco Fiorito: in gran parte attraverso bonifici ma anche (circa 250 mila euro) attraverso prelievi in contanti.

Fiorito è stato il più votato delle regionali 2010 con circa 30 mila voti,  è della componente di Alemanno: doveva entrare in giunta, ma – una volta rimasto fuori – venne mandato a guidare il gruppo Pdl. Incarico ricoperto fino a luglio, appunto. Quando una «fronda» interna, guidata dagli ex Forza Italia vicini ad Antonio Tajani (Carlo De Romanis su tutti), lo ha messo in minoranza ed eletto al suo posto il viterbese Francesco Battistoni. Fiorito parlò di «consiglieri che usano i rimborsi per festini con donne mezze nude, viaggi e telefonate», minacciò esposti alla Procura. Una frattura che non si è mai ricomposta.

Il palazzo della regione

Ma, oltre al discorso politico e di faida interna, è venuto a galla il problema legato al conto del Pdl. Ogni consigliere, infatti, dispone di circa 4 mila euro al mese di rimborsi, da utilizzare per l’attività politica. Ma quei soldi circolano sul conto del gruppo ed è il capogruppo a decidere in gran parte come utilizzarli. Da allora, alla Pisana, cominciarono a circolare veleni e Fiorito, nei gossip dei suoi oppositori interni, era diventato quello che «aveva acquistato barche e auto». Accuse bollate dall’aennino come «illazioni, veleni, cose inventate: non ho mai avuto una barca».

Franco Fiorito, Pdl

Ora c’è la questione dei bonifici intestati a Fiorito: solo a marzo a luglio 2012, all’ex capogruppo sarebbero andate somme ingenti sui conti ai lui intestati. Qualcuno all’estero, soprattutto in Spagna, ma qualcuno anche nella sua Ciociaria. Trasferimenti da migliaia di euro a volta: 80 mila in un mese, quasi 100 mila in un altro. E, in alcuni casi, anche quattro o cinque bonifici eseguiti nello stesso giorno, alcuni con importi identici ma transitati su conti diversi: Madrid, Tenerife, La Coruna. Operazioni che Fiorito ha giustificato facendo ricorso all’articolo 8 della legge regionale 14/98, che si riferisce al «rimborso delle spese sostenute al fine di mantenere il rapporto tra eletto ed elettori».Ma la cifra transitata sui conti esteri di Fiorito, secondo le prime indagini, avrebbe ampiamente sforato questo limite. Secondo Fiorito, rintracciato dal Corriere , è tutto regolare: «Quei soldi servono all’attività politica. È vero che ogni consigliere ha circa 4 mila euro di rimborsi, ma il capogruppo decide quali temi seguire, le manifestazioni da fare e può spendere anche molto di più». L’ex capogruppo aggiunge: «Chi mette in giro certe voci non sa di che parla. Quelle spese sono tutte rendicontate: ho fornito tutta la documentazione ai coordinatori del partito, alla Polverini, ai consiglieri regionali. Chi mette in giro certe voci faccia una cosa: mi denunci alla Procura. E così vediamo». Un guanto di sfida che dà l’idea di come vanno le cose nel Pdl della Regione.

Ernesto Menicucci

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