UIL Lazio, 54 banchetti contro gli sprechi della Regione

Pubblicato: 1 settembre 2012 in Attualità

IN ESCLUSIVA

MARCELLO VIAGGIO – Basta vitalizi d’oro. Basta retribuzioni extra, privilegi occulti.  Arriva il referendum per tagliare gli sprechi alla Regione Lazio e risparmiare 50 milioni di euro all’anno. A raccogliere le firme, già a partire dai prossimi giorni, è il Comitato Néné, né privilegi né sprechi, promosso dalla Uil di Roma e del Lazio. “Non siamo contro la politica, vogliamo solo ridurne i costi” spiega Pier Paolo Bombardieri, segretario organizzativo della Uil.

Pier Paolo Bombardieri (in arrivo l’intervista…)

A questo scopo il Comitato Nénè cercherà di  raccogliere 10mila firme per  una legge di iniziativa popolare che riduca l’indennità dei consiglieri regionali da  circa 12.000 euro a 5.500 e limiti le consulenze esterne. Cinquantamila firme saranno invece necessarie per presentare un testo referendario che abolisca il vitalizio ai consiglieri.

Indennità, rimborsi, extra. Ma quanto guadagna al mese un consigliere regionale?  Attualmente, il trattamento economico è suddiviso fra indennità di carica (4.252 euro), diaria  netta mensile forfettizzata (3.503 euro), indennità di funzione e carica aggiuntiva (da 594 a 2.311 euro), rimborsi auto. In totale circa 12mila euro, secondo i conti della Uil.

Ma per il rimborso chilometrico  basta semplicemente dichiarare che la residenza è a più di 15 Km dalla Pisana.  Quanto alle cariche aggiuntive,  con il numero di commissioni salito alle stelle con la Polverini, le poltrone  non si contano più. Nessun consigliere è rimasto all’asciutto. L’indennità di funzione, infatti, spetta ai 20 presidenti e ai 32 vice-presidenti di commissione.  Ma anche ai 14 assessori, ai presidenti di giunta e del consiglio regionale, al vice-presidente di giunta e ai 2 del consiglio. E financo ai 17 presidenti di gruppo e ai 3 consiglieri segretari nell’ufficio di presidenza. Una voragine di soldi.

La legge d’iniziativa popolare prevede, invece, per ogni consigliere regionale l’abrogazione della diaria e una retribuzione omnicomprensiva massima pari al 50% di quella corrisposta ai Deputati in Parlamento ((11.283 euro lordi) e cioè 5.641 euro lordi mensili.  E cancella inoltre ogni e qualsivoglia indennità di funzione attualmente percepita da assessori e consiglieri che ricoprono incarichi istituzionali. Altre misure previste dalla legge sono:  riduzione dei consiglieri da 70 a 58; taglio degli esterni all’amministrazione in assessorati e commissioni; taglio dei collaboratori nei gruppi politici. Fatti i conti, il risparmio  sarebbe  alla fine di ben 50 milioni all’anno.

Ma lo scandalo maggiore, sottolinea il Comitato Néné, è quello dei vitalizi. Con una sola  consiliatura alle spalle, si ha diritto al vitalizio di circa 3.500 euro mensili a partire da 55 anni di età. Con due consiliature, la pensione raddoppia e passa a oltre 7mila euro. Se poi si accetta una piccola decurtazione, il vitalizio scatta già a 50 anni.  Alla faccia della riforma delle pensioni, di Monti e della Fornero, e delle direttive dell’Unione Europea.

La Uil punta il dito. Tre auto blu in meno fanno una classe di scuola materna in più, calcola il sindacato. Tre commissioni in meno fanno due musei aperti tutto l’anno. Con 50 milioni di risparmio, si potrebbero abbattere le liste d’attesa nella sanità, aggiungiamo noi.

dove firmare

Nel riquadro in alto (cliccando sopra) diamo l’elenco dei 54 banchetti, aperti in tutte le province del Lazio, dove recarsi a firmare già nei prossimi giorni e fino alla fine dell’anno.

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