La Barbuta, costerà 3 milioni all’anno

Pubblicato: 16 luglio 2012 in Attualità, Politica

BARBUTA, DI NUOVO VIA AI LAVORI, SECCO NO DI CIAMPINO
I RADICALI FANNO I CONTI DI QUANTO COSTERA’

Marcello Viaggio – La Barbuta, tutto da rifare. La Cassazione ha sospeso la sentenza del Consiglio di Stato. Ricomincia la guerra fra Roma e Ciampino. Ripartono i lavori del villaggio attrezzato per i nomadi, che finora sono costati un occhio della testa. “Almeno 10 milioni di euro” calcolano i Radicali italiani: “100mila euro a famiglia”.
La Cassazione venerdì scorso ha sospeso la sentenza n. 6050 del Consiglio di Stato, che a novembre 2011 aveva clamorosamente bocciato il Piano nomadi. La decisione dei giudici arriva del tutto inaspettata. In clima pre-elettorale il sindaco Gianni Alemanno, appena lette le prime agenzie, non perde un attimo di tempo e prende la palla al balzo: “Ora finalmente possono riprendere i lavori e recuperare il tempo perduto” annuncia: “Abbiamo perso mesi, ma ora il prefetto può operare e possiamo veramente completare il piano. Giustamente il ministro Cancellieri ha aspettato questa sentenza, ma ora non c’è più bisogno di nuovi atti per sbloccare nuovi fondi”.
Già, perchè senza l’ok al Piano nomadi del 2009, che aveva dato il via a una serie di atti amministrativi, delibere e quant’altro, erano bloccate anche le fatture, e le aziende avevano sospeso di botto i lavori.
Tutto a posto, quindi? A dire di no è Mario Staderini, segretario dei Radicali Italiani: “Io nei panni del sindaco aspetterei a cantare vittoria. Quella della Cassazione è solo una sospensiva, che non è decisione di merito ma solo cautelativa. Secondo me un buon amministratore dovrebbe aspettare e vedere che dirà la sentenza di merito”. Altrimenti? “Se il Piano verrà definitivamente bocciato, si rischia che a pagare il conto alla fine saranno solo i cittadini romani”.
Un’autentica montagna di soldi. Solo i rilievi archeologici dell’area sono costati un milione di euro. Poi per bonificare il terreno da materiali tossici e rifiuti (300 tonnellate di materiali) il Comune ha speso 530mila euro. La costruzione del campo, ancora parziale, è costata invece più di 6 milioni di euro. Infine, per i costi accessori, si stima un ulteriore conto di 2 milioni. Alla fine La Barbuta, quando sarà aperta, semmai lo sarà, sarà costata – secondo i conti dei Radicali – non meno di 10 milioni. Quanti saranno i rom del campo? Inizialmente avrebbero dovuto essere 650. Ora pare che saranno non più di 500. in pratica un centinaio di famiglie. Il bilancio? “Per ogni ospite del nuovo villaggio attrezzato, il Campidoglio avrà sborsato 20mila euro; per una famiglia di 5 persone, 100mila euro; per una famiglia di 7 persone, 140mila euro” calcola Mario Staderini. Senza contare le spese di gestione. Fra vigilanza, servizi sociali, scuola, asilo nido, eccetera, circa 3 milioni all’anno. Cifre da paura.
Ma non basta. L’area si trova a poca distanza dalla pista dell’aeroporto Pastine, dove atterrano ogni giorno 200 aerei. E soprattutto, anche se ricade istituzionalmente nel X municipio, è a un tiro di schioppo dall’abitato di Ciampino. Da mesi gli abitanti della cittadina dicono no al campo nomadi. Un no secco. “Noi continuamo a sostenere l’illegittimità del campo per le condizioni ambientali inadeguate ad ospitare persone e per il profilo discriminatorio di un piano nomadi che, di fatto, si limita a trasferire un gruppo di persone in base alla provenienza etnica” afferma il sindaco di Ciampino, Simone Lupi, appena saputo della decisione della Cassazione. “Siccome la legge, fino a prova contraria, è uguale per tutti, – prosegue – mi sembra opportuno a questo punto rivolgere un appello al Ministro Cancellieri affinchè siano rispettate le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato che finora ci hanno dato ragione”. Il Comune di Ciampino il 3 aprile ha inviato al Comune di Roma una formale diffida (prot 12303) a proseguire i lavori.
La guerra fra Roma e Ciampino è più che mai aperta. La decisione della Cassazione, quindi, equivale a poco meno che gettare un cerino acceso in una polveriera.

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